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Classifica definitiva top 20 album 2015


1. Steven Wilson - Hand Cannot Erase

(progressive rock ma non solo)

Steven Wilson, dopo il formidabile The Raven that refused to sing, sforna un capolavoro nel quale mescola i generi, sfornando brani in tempi dispari. L’album è eccezionale in quanto album, perché è il suo ascolto completo che lo valorizza appieno. E’ un concept album che prendendo spunto da una storia vera (una giovane muore in casa ma il suo corpo viene trovato solo mesi dopo in una grande città come Londra) racconta del tema della solitudine nella nostra società. Dopo l’introduzione di First regret ci sono i 10 minuti di omaggio ai Genesis di 3 years older,  in parte in tempi dispari, per poi lasciare spazio al pop orecchiabile (ma in 9/8) della title track. Il singolo Perfect life è trip hop, poi gli oltre 10 minuti in 5/4 della malinconica Routine (video fenomenale e toccante, animazione). Home invasion e Regret #9 (¾) sono in pieno stile floydiano, il lungo assolo (prima tastiera e poi chitarra) sembra uscito da Wish you were here. Dopo la parentesi folk di Transience arrivano gli oltre 13 minuti inquietanti in stile heavy metal di Ancestral (7/4, ma alcuni giri in 21/4). Happy returns (con la sua coda finale) è una bellissima e commovente ballata. Se l’album fosse uscito negli anni settanta/ottanta sarebbe stato considerato un capolavoro, oggi è sottovalutato perchè fuori moda, ma comunque grazie a Steven Wilson, superlativo anche dal vivo.


2. New Order - Music complete (pop-dance)

Dopo la bellezza di 29 anni dal grande successo di True faith I New Order sfornano il loro album migliore (decisamente a sorpresa) riprendendo in mano le sonorità anni ottanta e facendo quello che sanno fare meglio, ossia la musica da discoteca. Non ci sono brani riempitivi, ogni pezzo potrebbe essere un singolo, e se è vero che Tutti Frutti incarna al meglio il senso dell’album sono brani alla Depeche come Singularity, alla Chemical Brothers come Plastic, gli anni ottanta di People on the high line, Stray dog con il parlato alla Thriller di Michael Jackson a declinare le varietà musicali retrò. Cito anche la bellissima Academic e lo struggente finale di Restless, anche se The game è forse la mia preferita. I New Order ci insegnano come si fa musica disco senza essere superficiali e banali, come è il 95% di quello che ci passano i canali musicali.


3. Bilderbuch - Schick Schock (pop-punk)

Austriaci, un successone in patria per un album solo apparentemente fatto da canzonette, in realtà studiato nei minimi dettagli. I ritornelli non sono così orecchiabili, dunque è un album che viene apprezzato dopo più ascolti, in quanto anche I brani dal tedesco più ostico vengono meglio digeriti dalle nostre italiane orecchie. Om, Maschin, Plansch, Gibraltar sono ottimi brani, e Soft Drink (Coca cola Fanta Sprite, Seven Up and see all right, all right, all right ok) è il preferito da mio figlio di 3 anni.





4. East India Youth - Culture of volume (pop elettronico)

L’album dell’anno precedente (Total Strife Forever) conteneva ottime idee, ma non aveva una sua compattezza, era più un insieme di idee, mancava un filo conduttore. L’artista inglese aggiusta il tiro e sforna il miglior album di pop elettronico dell’anno (sì, ok c’è Jamie XX, ma lì c’è più elettronica). Il singolo Carousel (6 minuti di cantato lento) nulla c’entra con il resto dell’album, ma è bellissimo, senza contare End Result, Beaming White, Turn Away, Manner of Words, costruiti su ritornelli non standard, dissonanze e accordi in minore.




5. Everything everything - Get to heaven (pop-rock)

L’album è difficile, i numerosi cambi di ritmo, strappi nel cantato, non lo rendono orecchiabile a un primo ascolto, e la lunghezza non aiuta rischiando di stufare; ascoltandolo più volte vengono fuori i grandi pregi e l’estrema ricercatezza del gruppo inglese nel costruire brani anche difficili da ascoltare pur cercando di mantenere un approccio quasi dance. To the Blade parte forte, catturando l’ascoltatore, poi si viaggia tra parlato, dance anni 80, Police (Regrets), arrangiamenti alla Dirty Projectors o Talking Heads (la title track), ma la mia preferita rimane President Heartbeat.


6. Foals - What went down (rock)

I Foals, dopo un primo album che non mi ha entusiasmato, non hanno più sbagliato un colpo, cambiando rimanendo fedeli a se stessi, inventando un rock alla loro maniera copiato da più parti (l’ultimo singolo dei coldplay sembrerebbe loro, o certi arrangiamenti dei Daughter, 65daysofstatic eccetera) Ai già meravigliosi album Total Life Forever e Holy Fire si aggiunge questa originale cavalcata rock di What went down per uno degli album più energetici del 2015. Mountain at my gates è la più radiofonica, Albatross la più pop (Coldplay), ma la mia preferita resta Lonely Hunter più lo splendido brano che conclude l’album A Knife in the Ocean, vero prototipo del genere Foals. Bravi, e vi aspetto per il prossimo capolavoro.


7. Jamie XX - In colour (elettronica)

Il miglior album di elettronica del 2015 secondo tutti e concordo. Chi dice che l’elettronica è senz’anima si ascolti Jamie XX al suo album da solista dopo I due album con gli XX.  I due brani cantati da Romy sembrano dei classici senza tempo, ma anche gli altri pezzi hanno dei giri di basso da brivido; necessita impianto hifi per gustarlo al meglio.








8. Joe Jackson - Fast Forward (pop-rock)

Un album che potrebbe essere stato scritto negli anni settanta da parte di un mostro sacro della Musica Contemporanea. 4 canzoni per città, a richiamare le atmosfere degli Stati Uniti e dell’Europa. La chiusura con un inno alla gioia moderno con ritmo tra il 5/4 e il 6/4.









9. Peace - Happy people (shoegaze, pop)

I Peace non tornano al primo posto della mia classifica personale perchè a quest’album mancano brani come Drain e Bloodshake, ma si tratta comunque di un album di altissimo livello, e come al solito I brani migliori non sono neanche usciti come singoli: World Pleasure e Imaginary.









10. La Priest - Inji (synth pop - techno)

Il primo brano, Occasion, potrebbe essere di Lenny Kravitz se ancora fosse capace di scrivere canzoni, poi si spazia tra pop elettronico e techno con arrangiamenti di rara raffinatezza.











11. Ghost - Meliora (heavy metal)

Il gruppo svedese all’album della maturità: brani rock ben scritti e arrangiati conun paio di brani che potrebbero essere tra i classici immortali del genere, come Absolution e Cirice, quest’ultimo il brano dell’anno per il mio figlio grande di 6 anni.










12. Dawid Podsiadlo - Annoyance and disappointment (pop)

In Polonia c’è chi sa scrivere musica, e così ecco il miglior album polacco dell’anno. Quasi tutti i brani sono cantati in inglese, tra cui la meravigliosa Son of analog.











13. Chemical Brothers - Born in the echoes (techno)

Non sarà il loro disco migliore, ma i vecchi marpioni della techno osano e sperimentano. Ottimi Go e Wide Open e le dissonanze di Reflexion.












14. Tomasz Makowiecki - Moizm (rock sperimentale)

Quando escono dai nostri talent non diventano così, che tristezza, ma in Polonia succede. L’album non è di quest’anno ma quando dopo un ottimo album si chiude con un brano come Ostatni Brzeg lo metto in classifica lo stesso.










15. Mikal Cronin - MCIII (pop)

Pop semplice e ritornelli accattivanti per un album comunque molto piacevole totalmente ignorato dalla critica e dal pubblico.











16. Editors - In dream (rock)

Belle canzoni tra Foals e Kings of Leon.













17. Tame Impala - Currents (synth pop)

Il gruppo neozelandese produce un buon album, non tutte le canzoni sono allo stesso livello ma l’ascolto è piacevole.












18. Mauro Ermanno Giovanardi - Il mio stile (cantautore)

Vince il premio Tenco, ma già mi piaceva prima. Primo album italiano in classifica per un’annata che in Italia ci ha regalato uno dei peggiori anni della storia. Il non singolo Nel centro di Milano è per me la vetta più alta.










19. Paolo Saporiti - Bisognava dirlo a tuo padre… (cantautore)

Il cantautore milanese al suo secondo album in italiano tocca temi profondamente intimi del rapporto conflittuale con la madre. 6 brani prima arrangiati in maniera classica e poi riarrangiati da quel folle di Irriondo.









20. Vessels - Dilate (elettronica)

Tutt’altro che orecchiabile è un album da sentire in sottofondo in cui perdersi.












Fine così: che fatica arrivare a venti album quest’anno; ne ho ascoltati tanti ma è un anno in cui gli album non sono al livello dei loro migliori brani, perciò passiamo a un po’ di singoli di livello (esclusi quelli degli album sopra citati)


2015 - Classifica singoli


In ordine alfabetico alcune canzoni del 2015 da ascoltare (sono state escluse le canzoni degli album precedenti).


!!! - Freedom ‘15

Ah! Kosmos - And finally we’re glacier

Aisha Devi - Mazda

Amazing - Picture you

Aurora Aksnes - Runaway

Avener - Fade out lines

Blur - Go out

C+C=Maxigross - An afternoon with Paul

Cecilia - Snow

Coldplay - A sky full of stars

Darkness falls - Dance and cry

Dave Gahan and Soulsavers - Shine

Disclosure - Omen

Fallulah - Your skin

Holly Herndon - Interference

Huarache lights - Hot chip

Ibeyi - Mama says

Iosonouncane - Stormi

Lana Del Rey - High by the beach

Levante - Ciao per sempre

Luisa - Vision

Mew - Satellites

Mo - Red in the grey

Mouse on mars - Fertilized

Muse - Dead inside

Negrita - Il gioco

Other lives - Patterns

Outfit - New air

Panda Bear - Boys Latin

Roisin Murphy - Exploitation

Sleater-Kinney - No cities to love

Stev - Hills are floating

Timbre - Song of the sun

Torres - Strange Hellos

Years and years - Shine

Westkust - Drown






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