Statistiche

2016: Grecia - isole dell’Egeo


Isole greche 19 luglio – 17 agosto 2016


Creta

19 luglio

Sveglia prima dell’alba (ca. le 3.00) per riuscire a prendere a Palermo il volo delle 6.00 per Heraclion; arriviamo alle 9.00 ca. , ora locale, e, dopo aver noleggiato l’auto, ci dirigiamo verso Chania, dove arriviamo verso ora di pranzo. Dopo uno spuntino ci riposiamo in camera e nel tardo pomeriggio usciamo per sbrigare qualche questione pratica e per passeggiare un po’ in centro (mercato coperto)¸dopo la cena in una trattoria carina, passeggiamo per le affollate vie del centro all’interno delle mura veneziane fino ad arrivare al lungomare pieno di luci e locali, con gli schizzi delle onde ed il faro in lontananza.




20 luglio

Ci svegliamo tardi e, dopo una rapida colazione, andiamo a Paleohora, un paesetto di mare carino dove c’è un bel caffè-parco divertimenti per bambini (Piccoli pirati); dopo aver pranzato lì, raggiungiamo la spiaggia di Elafonisi percorrendo una strada accidentata con pezzo finale sterrato: la spiaggia è bella, ma c’è un vento molto forte che a tratti ci “spara” i granelli di sabbia addosso (i bambini riescono comunque a giocare un po’ con sabbia e acqua). Rientriamo lungo una strada più confortevole a Chania e, dopo la cena e un superghiacciolo, a nanna presto.




21 luglio

Andiamo alla bellissima spiaggia di Balos, nella penisola più a nord ovest; anche qui dobbiamo percorrere una strada sterrata e poi un tratto a piedi in mezzo ad un paesaggio molto aspro e quasi a picco sul mare, ma quando si arriva in vista della spiaggia, si osservano tutte le tonalità di blu; oggi il vento qui è più clemente e ci fermiamo più di un’ora a giocare con sabbia ed acqua. Dopo il rientro e una bella doccia, ci prepariamo per l’uscita di domani, cena presto e nanna anche.














22 luglio

Sveglia presto per prendere alle 7.45 la corriera che ci porta fino ad Omalos, da dove parte il lungo sentiero (16 km) lungo la gola di Samaria fino al paesetto di Agiou Romeli sul mare. Il percorso non è particolarmente impegnativo, ma è lungo e fa caldo; si comincia con una lunga discesa (Xyloscalos) e subito si è investititi dall’aria balsamica dei pini intorno; si arriva al greto del fiume e ai resti del paesetto di Samaria e poi ci si inoltra nelle gole vere e proprie: alte pareti di roccia, più o meno vicine tra loro, davvero spettacolari. Usciti dal parco ci restano altri 2 chilometri per arrivare fino al mare e all’hotel dove dormiremo questa notte: Giovanni e Filippo sono stati davvero eccezionali!





23 luglio

Giornata di trasferimento: io, Giovanni e Filippo prendiamo il traghetto delle 11.30 per Hora Sfakion, dove Marcello ci raggiunge verso le 14.00 (lui ha preso il traghetto precedente per andare a recuperare l’auto a Chania): il viaggio ci permette di apprezzare la costa rocciosa e selvaggia interrotta ogni tanto da qualche spiaggetta e si intuisce un interno inciso da altre gole. Insieme poi ci fermiamo a visitare la fortezza veneziana di Frangokastelo (ca. 1370), resa più suggestiva dalla leggenda sui cavalieri fantasma. La sera arriviamo, dopo qualche chilometro di strada “monella” (definizione di Filippo), alla nostra sistemazione per i prossimi due giorni, un piccolo hotel sulla spiaggia di Preveli dove non c’è quasi null’altro: un posto da fine del mondo. La notte, dalla terrazza della nostra stanza (in spiaggia c’è troppo vento) vediamo un cielo stellato come poche volte ho ammirato: le costellazioni del triangolo estivo, la corona boreale, lo scorpione, il sagittario, il delfino e …. la Via Lattea!



24 luglio

Andiamo a Spili, un grazioso paesino di montagna dove c’è una fontana con una ventina di teste di leone accanto ad un grande platano. Da lì proseguiamo verso Patsos per visitare la chiesetta di Agios Antonios costruita in una grotta lungo una gola ed arrivare fino al punto panoramico sulla gola stessa. Pranziamo in una affollata trattoria lì accanto dove scambiamo della grappa per acqua fresca (lo scopriamo quando Gio cerca di darne una bella sorsata); lì c’è anche un parco con animali e gallerie di paglia dove i bambini si scatenano per un’oretta nonostante il caldo. A metà pomeriggio raggiungiamo Rethymno dove passeggiamo per il quartiere veneziano (casette con balconi in legno, cortili e giardini interni, viuzze con pergolati di viti o portoni affiancati da piante di melograno o bouganville, la fontana Rimondi, la loggia) fino ad arrivare alla fortezza del XVI secolo con la sua cinta muraria, la moschea e il panorama sulla città e sul mare (c’è anche la mostra temporanea di uno scultore che piace a Filippo: gli ricorda il cartone animato Nove). Dopo uno spuntino in un bar in piazza del politecnico, rientriamo nell’hotel alla fine del mondo per mostrare ai bambini la Via Lattea.



25 luglio

Passeggiata fino alla Palm beach (le palme si trovano sulle rive della foce del Megalopotamos e la spiaggia si trova tra lo sbocco al mare del fiume ed il mare stesso) e poi oltre lungo un sentiero che si alza sulle pareti rocciose sul mare e ci permette poi di prendere la strada per il monastero di Moni Preveli (chiesa con iconostasi, piccolo museo di paramenti sacri ed icone). Dopo uno spuntino sotto le tamerici, nella nostra stanza a riposare, con l’intenzione di uscire sulla spiaggia a giocare quando il sole sarà sceso un po’, ma il vento è troppo forte e dobbiamo nuovamente rifugiarci nella nostra stanza.



26 luglio

Dopo aver fatto colazione con una deliziosa sfakian pie, ci dirigiamo verso l’altopiano di Lassithi  (lungo la salita vediamo il bacino artificiale di una diga in cui si intravedono i resti di un paese che sta per essere sommerso) una piana, circondata da montagne, variamente coltivata. Dopo aver pranzato andiamo a visitare la grotta di Dikteon dove, secondo il mito, Zeus è stato nascosto dalla madre Rea per proteggerlo dal padre Crono: c’è un breve percorso in salita al riparo di alcuni lecci e poi la discesa in questo antro suggestivo pieno di stalattiti, stalagmiti e colonne (Filippo: il mostro Kalakamiti). Dopo una tappa al grazioso paesetto di Krisa, ci dirigiamo verso la spiaggia di Agia Fotia, vicino a Ierapetra, dove c’è l’hotel in cui dormiremo per le prossime sere.



27 luglio

Andiamo a Zakros percorrendo una strada non proprio semplice, che ci fa costeggiare dei paesetti (più che altro gruppi di poche case) quasi disabitati e discendere lungo un versante un po’ esposto con una decina di tornanti; da qui prendiamo un sentiero che scende lungo il letto di un torrente e che ci fa percorrere la Valle dei Morti (ci sono tombe rupestri lungo le alte pareti della gola) fino a Katà Zakros dove, dopo la visita al sito archeologico di Zakros antica (resti di palazzo, magazzini e laboratori artigiani, alcuni dei quali oggi pieni d’acqua e tartarughe), ci gustiamo un buon pranzetto sulla spiaggia. La strada che facciamo poi, per andare alla spiaggia di Vai ci offre una bella vista su questa parte di costa praticamente disabitata. La spiaggia di Vai è un po’ affollata per gli standard locali, ma è bella e circondata da un bel bosco di palme. La sera ceniamo a Sitia, sul lungomare.





28 luglio

Ci dirigiamo verso la penisola di Kolokytha e ci imbarchiamo per l’isola di Spinalonga, un tempo fortezza (ha resistito al ungo all’assedio dei Turchi) e poi lebbrosario: visitiamo i resti di alcune abitazioni e facciamo il giro delle mura salendo su uno dei bastioni; il luogo ha mantenuto un’atmosfera di tristezza, nonostante sia invaso dalla luce del sole e sia circondato da un bel mare azzurro. Tornando indietro ci fermiamo a fare una passeggiata ad Agios Nikolaos (lungo la costa si possono vedere tutta una serie di sistemazioni di lusso) e poi, arrivati nella nostra stanza, andiamo in spiaggia a costruire castelli di “sabbia” e ciottoli.



29 luglio

Lasciamo la nostra sistemazione sulla spiaggia e ci dirigiamo verso Iraklio dove arriviamo solo nel tardo pomeriggio, poiché al mattino ci fermiamo al parco divertimenti Labirinth dove i bambini (e non solo) si divertono a percorrere il labirinto mettendo i timbrini che permettono di guadagnare un diploma e la possibilità di giocare al minigolf; Gio poi partecipa all’attività di tiro con l’arco e modella un vasetto in terracotta. Visitiamo anche Acquaworld, dove, oltre a delle vasche con i pesci, c’è un piccolo giardino con dei rettili in libertà: tartarughe, iguane, camaleonti e Gio si fa mordere il dito da una tartaruga per darle dell’insalata (credo che gli resterà la cicatrice, ma avrebbe potuto lasciarci un pezzettino di dito!). La sera facciamo una passeggiata lungo la via principale del mercato di Iraklio.



30 luglio

Giornata dedicata ai musei: dopo una passeggiata in centro (fontana Morosini, loggia …..)raggiungiamo il Museo Archeologico e osserviamo la grande collezione di oggetti rinvenuti nei vari siti dell’isola: dagli affreschi del palazzo di Cnosso, ai gioielli di fine gusto (spilla con due api al favo!), dai vasi di varie forme, dimensioni e materiali più o meno decorati alle statue (acrobata, figure stilizzate con solo il naso sul volto) e a varie sculture (disco di Phaistos). Dopo un panino ci dirigiamo al museo di Storia Naturale che i bambini visitano con maggior entusiasmo: ci sono diorami sui vari ecosistemi dell’area del Mediterraneo, modelli di dinosauri a grandezza naturale che si muovono, nonché di un grosso mammifero simile al mammuth (Deinotherium) i cui resti sono stati ritrovati a Creta, un simulatore di terremoti (sentiamo la differenza tra stare al piano terra o al terzo piano e il terremoto di Kobe e Taiwan degli anni Novanta), una sezione dedicata ai bambini (scavo dei fossili, cristalli di minerali, grotta), ma soprattutto una mostra temporanea sulla luce e i fenomeni ottici, comprese le illusioni ottiche. Usciamo da lì solo alle sette di sera, su insistenza di noi adulti, per andare a cena.



31 luglio

Visitiamo i resti del palazzo di Cnosso e le parti parzialmente ricostruite con le copie degli affreschi (il toro, il coppiere, i delfini, i grifoni…) e le colonne rosse che rendono l’idea di quanto grandioso e magnifico dovesse essere questo palazzo; se poi si aggiunge che risale a 2000 anni ca. a. C., lo stupore è anche più grande. Sala del trono, grande scala, megaron della regina e colonnato con l’affresco del toro sono le parti più belle, ma anche le grandi giare dei magazzini e le strade lastricate contribuiscono a rendere l’idea di come doveva essere. Passiamo il resto del pomeriggio a rilassarci in camera (un bilocale restaurato in una parte vecchia e un po’ decadente della città).



Santorini

1 agosto

Ci imbarchiamo per Santorini e già a prima vista è una meraviglia: arriviamo dentro la caldera e, a prima vista, i paesini bianchi sulla cresta del cratere sembrano neve. Dopo aver raggiunto la nostra sistemazione a Perissa ed esserci riposati un po’, usciamo per raggiungere la spiaggia rossa alla base di una scarpata di roccia rossa tanto bella da vedere quanto appare instabile; stiamo un po’ lì a giocare con sabbia ed acqua e, verso l’ora del tramonto ci spostiamo per andare a godercelo dal faro: una meraviglia (anche se Filippo non sembra essere d’accordo). A cena scopriamo che le foglie di cappero si possono mangiare e sono anche buone.



2 agosto

Saliamo in vetta al monte Profitis Ilias, la vetta più alta, da dove si vede il panorama dell’isola e dove c’è un monastero. Ci fermiamo poco fuori Kamari per visitare l’Art Space, una galleria d’arte all’interno di un’antica vineria dove scopriamo che qui le viti vengono coltivate così basse e quasi “acciambellate” su sé stesse perché così riescono a ricavare l’umidità di cui hanno bisogno dai buchetti della pietra pomice, mentre la sabbia è molto drenante; assaggiamo (!) e acquistiamo del vinsanto. Percorriamo poi la parte orientale dell’isola di Thira (scoprirò solo più tardi che Santorini è il nome dell’arcipelago di cui fa parte) fino ad arrivare ad Oia; lì io e Giovanni aspettiamo che tornino Marcello e Filippo (sono andati a portare l’auto a Fira e tornati ad Oia in bus) e poi insieme facciamo la lunga passeggiata sul bordo della caldera che ci porterà fino a Fira: il paesaggio è meraviglioso poiché possiamo osservare le falesie variamente colorate, i paesini di casette bianche “sul bordo”, le isole interne alla caldera ed il mare; la passeggiata non è difficile, ma fa caldo (anche se siamo partiti verso le 16.00 il sole picchia ancora) e dobbiamo bere molta acqua: ancora una volta i nostri figli si dimostrano “eroici”. Raggiungiamo Imerovigli e Firastefani e ci godiamo il panorama, con la luce del tramonto, da Fira (anche se le strade sono eccessivamente affollate per i miei gusti). Ci fermiamo a mangiare lungo la strada per Perissa in un bar dove ci sono gonfiabili e divertimenti vari per bambini: improvvisamente Gio e Filippo recuperano le energie che sembravano aver irrimediabilmente perso.



3 agosto

Prendiamo parte ad un’escursione che ci impegna tutto il giorno. Raggiungiamo in bus il porto, da dove ci imbarchiamo per l’isola di Nea Kameni, originatasi all’interno all’interno della caldera in seguito all’attività vulcanica iniziata circa 400 anni fa e tuttora presente (e monitorata) anche se in fase quiescente (l’ultima eruzione risale al 1950): si vedono uscire vapori e gas, cristalli di zolfo e si sente la puzza. Impariamo anche che Santorini è il nome di un arcipelago e che le isole di Thira, Thirasia e Aspronisi sono ciò che resta dell’antica isola di Stronghili dopo la spaventosa eruzione di ca. 3600 anni fa che ha fatto esplodere la caldera, provocando uno tsunami che probabilmente è stato responsabile della fine della civiltà minoica. Terminata la discesa dal vulcano, riprendiamo la barca che ci porta vicino alla riva di Palea Kameni dove non c’è più attività vulcanica, ma delle sorgenti termali in cui qualcuno (anche Marcello) decide di fare il bagno; in seguito raggiungiamo l’isola di Thirasia, dove ci fermiamo per una lunga pausa pranzo (Marcello e Filippo salgono anche fino ad un paesetto in cima, mentre io e Giovanni li aspettiamo sulla riva di ciottoli del mare). Infine la barca ci lascia al porto di Oia dove, dopo l’ennesima salita, aspettiamo il tramonto. Il paesino con le sue strette viuzze e gli edifici dipinti in calce bianca e alloggiati nella roccia vulcanica della caldera è molto suggestivo, soprattutto con la luce del tramonto: vale la pena farci un giro con calma (e senza bambini stanchi) anche se molto affollata e con una certa aria di esclusività in alcune parti.



4 agosto

Ci prepariamo psicologicamente alla traversata per Rodi, dormendo fino a tardi e trascorrendo buona parte del pomeriggio alla piscina con scivoli di Perissa (buona la crepe e lo yogurth con frutta che mangiamo in una creperie poco lontana da lì); verso le 20.00 prendiamo il bus affollatissimo per Thira dove ceniamo e passeggiamo: ancora una volta abbiamo conferma che il panorama da qui è spettacolare con tutte le lucette degli edifici abbarbicati. Io purtroppo non sto molto bene e quindi andiamo abbastanza “presto” (ca. mezzanotte) al piazzale da cui partirà alle 2.15 il bus che ci porterà fino al porto; lì, dopo le 4.00, con quasi un’ora di ritardo, ci imbarchiamo e andiamo a dormire nella nostra stanzetta sul traghetto che ci porta a Rodi: che nottata!



Rodi

5 agosto

Sbarchiamo a Rodi poco dopo le 12.00; noleggiata l’auto raggiungiamo la nostra sistemazione a Theologos, ma di passaggio vediamo le mura e alcuni edifici della città di Rodi. Dopo aver pranzato ci riposiamo per bene e, solo nel tardo pomeriggio, usciamo a fare una passeggiata sulla spiaggia. Ci sono molti kite surf ed è bello da vedere; Gio vorrebbe giocare con la sabbia, ma ci sono soprattutto ciottoli e la spiaggia non è molto pulita.



6 agosto

Andiamo a Petaloudes, la valle delle farfalle, e facciamo una piacevole passeggiata all’ombra, lungo un torrente, dove vediamo granchi, libellule e moltissime farfalle (in realtà sono falene) che si mimetizzano molto bene sui tronchi degli alberi e sulle rocce, ma talvolta si muovono proprio a nuvole; alla fine del percorso arriviamo ad un monastero dove aspettiamo Marcello che va a recuperare l’auto. Dopo la pausa pranzo in un bel ristorante accanto a dei grandi platani a Psinthos (da ricordare anche per la spaventosa giravolta fatta da Filippo sulle scale) percorriamo delle strade nell’interno ombreggiate da alti pini balsamici, visitiamo la bella chiesetta bizantina di Agios Nikolaos del XV secolo e poi facciamo una pausa caffè-gelato nel paese di Siana che si sta preparando per una grande festa di piazza. Raggiungiamo poi i resti del castello di Monolithos e poi quelli di Kretinia: entrambi sono molto suggestivi, sia per la loro posizione a picco sul mare sia per la bella luce del tramonto.


7 agosto

Mattinata in spiaggia a Glystra beach dove finalmente Gio può scatenarsi nel giocare con sabbia e acqua; siamo circondati da toscani e, quando decidiamo di andarcene per pranzare, dobbiamo attendere che ci liberino l’auto che è stata completamente circondata da altre. Dopo il pranzo i bambini non vogliono tornare in spiaggia (?!)per cui proseguiamo il nostro giro nella parte meridionale dell’isola, fino ad arrivare alla ventosa spiaggia di capo Prasonisi dove c’è un istmo e tantissimi kite surf e wind surf.



8 agosto

Visitiamo la città nuova di Rodi che presenta una piacevole zona residenziale; in questa parte c’è anche ciò che resta dell’acropoli di periodo ellenistico con lo stadio, il teatro e parte del tempio di Apollo Pizio; saliamo fino in cima alla collina del monte Senith da dove osserviamo il panorama sul mare. Nel tentativo di andare a pranzare restiamo imbottigliati nel traffico (un autobus non riesce a passare a causa di un’auto parcheggiata dove non dovrebbe stare) per cui ci separiamo e ci ritroviamo più tardi con Marcello in una piazza accanto al mare. Da lì raggiungiamo l’estremità nord dove c’è una bella spiaggia di ciottoli accanto all’acquario; proseguiamo fino al porto Mandraki dove ci sono le colonne con i cervi e vediamo anche una piccola moschea con un piccolo cimitero turco e passiamo accanto ad alcuni palazzi decorati. Al rientro in camera abbiamo la piacevole sorpresa di vedere stesi ad asciugare i nostri panni! I signori anziani che affittano queste stanze sono davvero cortesi: le sere precedenti ci hanno fatto trovare in camera delle fresche fette di anguria del loro orto e ora ci offrono il servizio di lavanderia…



9 agosto

Andiamo a Lyndos e visitiamo l’acropoli che è ben tenuta e in una posizione molto bella (ma 12 euro d’ingresso a testa mi sembrano eccessivi); si possono vedere i bastioni da cui si osserva un bel panorama sia sul paese di casette bianche sia sulla spiaggia, la baia ed il mare; vicino alle scale d’ingresso c’è un bel rilievo di una trireme; ci sono poi la stoà, i resti di un tempio dedicato ad Atena e i resti di una chiesa bizantina dedicata a San Giovanni; dopo la pausa pranzo andiamo ad Eptapyges, un luogo molto piacevole che sembra quasi un’oasi con il suo corso d’acqua, che ha origine da sette sorgenti, circondato da platani e pini in cui sguazzano delle anatre e anche dei piccoli anatroccoli; lì accanto c’è anche un tunnel buio e fresco, che conduce a un piccolo laghetto, in cui si può camminare bagnandosi i piedi e Filippo decide di percorrerlo due volte con Marcello.



10 agosto

Visita alla città vecchia di Rodi: lasciamo i bagagli nella nostra nuova sistemazione (un monolocale in un edificio che pare piuttosto antico a giudicare dallo spessore delle mura) nel quartiere ebraico e facciamo una passeggiata tra le vie e le piazze della città all’interno della cinta muraria fino ad arrivare all’Ippoton e al palazzo dei Gran Maestri con i suoi sontuosi interni decorati da pavimenti a mosaici; visitiamo anche la biblioteca turca, mentre la moschea di Solimano è chiusa e possiamo vederla solo dall’esterno; visitiamo anche la bella sinagoga con annesso museo di Kahal Shalom. Usciamo nuovamente nel tardo pomeriggio e, nonostante l’affollamento e il continuo susseguirsi di tanti negozi e ristoranti, la città presenta un suo fascino, soprattutto grazie alle sue possenti mura, i palazzi con una loro “antica solidità”, ma anche le vie più tranquille e un po’ più decadenti.



Nisyros

11 agosto

Sveglia presto per poterci imbarcare per Nisyros: è strano passeggiare per quelle stesse vie che ieri sera erano caotiche vedendo solo qualche spazzino e qualche cameriere che sistema i tavoli; partiamo alle 8.30 ed arriviamo a Mandraki quasi alle 12.00 con incidenti di percorso legati al mal di mare di Filippo. Dopo il riposo pomeridiano ci facciamo una bella passeggiata per il paesetto molto curato: quasi ogni casetta ha l’ingresso decorato da un mosaico in sassi bianchi e neri e ci sono molti vasi di piante aromatiche o piante grasse; ci arrampichiamo per le stradine e scalette che ci portano fino al monastero di Panagia Spilianis (XIV secolo), costruito in cima ad una rupe, dove si sta svolgendo una funzione religiosa; scendiamo poi fino al mare e a quest’ora la luce è proprio bella.


12 agosto

Prendiamo il bus locale e raggiungiamo Nikia, un altro paesino delizioso e curato; il locale museo sui vulcani è chiuso alle 9.00, ora in cui arriviamo; dovremmo aspettare due ore per visitarlo, per cui decidiamo di iniziare subito la nostra discesa verso il cratere; il sentiero non è segnato molto bene ed è evidentemente poco frequentato, ma in poco tempo raggiungiamo il bordo del cratere, raggiunti da zaffate di zolfo, osservandone qua e là i cristalli e camminando per buona parte sulla pietra pomice. Scendiamo nel cratere prima che arrivino i turisti trasportati dai pullman delle gite organizzate (a differenza di loro, noi che siamo arrivati a piedi non dobbiamo pagare biglietto d’ingresso), per cui per un po’ siamo gli unici a muoverci in questo spazio molto caldo, circondati dall’odore, dal rumore e dalla visione delle fumarole: il terreno è caldo e soffice, punteggiato da zone di diversi colori a seconda dei cristalli che si depositano.

Risaliti, arriviamo al bordo di un secondo cratere (qui prevale il colore rosso) e, dopo esserci ristorati un po’, partiamo per Emporio, un altro delizioso paesetto dove c’è una piccola grotta con una sauna naturale e dove ci concediamo una meritata pausa pranzo in un ristorante con balcone da cui si gode un bel panorama sul cratere del vulcano. Il rientro a Mandraki, pur non essendo particolarmente difficile, è faticoso soprattutto per i bambini, ma ce la facciamo.


13 agosto

Giornata di relax: ci alziamo tardi, facciamo colazione con calma scambiando dei consigli di viaggio con una coppia di signori di Milano, prepariamo i bagagli e raggiungiamo a piedi Loutra dove c’è uno stabilimento termale d’altri tempi che però chiude alle 12.00 e comunque non ammette l’ingresso ai bambini. Torniamo indietro, poiché lungo la strada avevo visto una piscina con acque termali annessa ad un hotel; lascio lì Marcello e i bambini e mi faccio una passeggiata, più qualche acquisto, per le vie di Mandraki. Ci imbarchiamo un po’ dopo le 17.00 per Kardamena, isola di Kos; il mare è mosso e, visto i precedenti, temiamo per il mal di mare, ma per fortuna questa volta va tutto bene. La prima impressione conferma la impietosa descrizione della guida della Lonely; questa cittadina sembra la brutta copia di Lignano: le vie sono un susseguirsi di negozi e locali, alcuni dei quali sono definitivamente chiusi o in disuso o da completare, segno di una crisi di cui già ci aveva parlato la signora che ci affitta la camera (sembra che ci sia una certa responsabilità dei grandi tour operator).



Kos

14 agosto

Ci dirigiamo verso la cittadina di Kos che per me è una piacevole sorpresa. Visitiamo la villa romana del III secolo ben restaurata con i cortili interni, l’esedra, le varie stanze, con le loro diverse funzioni, alcune delle quali presentano ancora dei pavimenti a mosaico o di marmo, pareti decorate e resti di oggetti di uso comune (anfore, vasetti per unguenti, belletti….) e di sculture in marmo (piccola Afrodite al bagno, testa di bambino). Visitiamo poi l’odeion e latri resti più o meno abbandonati, tra i quali  è possibile vedere bene una parte del decumano massimo. Arriviamo fino a Plateia Platanon, dove c’è un grande platano antico sotto cui, secondo la tradizione, Ippocrate teneva le sue lezioni: il posto è piacevole ed è visibile anche una moschea e l’ingresso al Castello dei Cavalieri. Lasciamo Kos e raggiungiamo il sito archeologico di Asklepion che si sviluppa su tre livelli collegati tra loro da scalinate: al primo livello c’erano i bagni, i propilei e le camere di chi veniva a farsi curare, al secondo dei templi di vari periodi e un’esedra ed infine al terzo livello un tempio dedicato al dio della medicina Asclepio che, a giudicare dai resti, doveva essere proprio grandioso; questo luogo, circondato da pini, era un santuario dedicato ad Asclepio, ma anche un luogo di cura ed una scuola di medicina in cui si seguivano gli insegnamenti di Ippocrate; arrivati in cima si gode anche di una bella vista su Kos e sulla costa turca che è proprio vicina.


15 agosto

Andiamo verso i paesini di montagna, prima a Pyli, con una graziosa piazzetta e la sua fontana ombreggiata da un platano, dove visitiamo una casetta tradizionale del secolo scorso con le sue tre stanze: la stanza per il telaio, la camera da letto e la cucina, decorate con gli oggetti e gli strumenti di vita quotidiani. Andiamo poi a Zia, decisamente carina: ci arrampichiamo per le sue viuzze fino ad arrivare alla chiesa e poi più su fino ad una fontanella e ad una taverna graziosa dove si respira una bella atmosfera rilassata. Dopo il riposo pomeridiano, torniamo a Kos da dove raggiungiamo la spiaggia di Thermae dove c’è una sorta di piscina termale naturale grazie ad una sorgente d’acqua calda (puzza di zolfo) la cui acqua si mescola con quella fredda del mare e in cui stiamo a mollo per un po’.


16 agosto

Trascorriamo la mattinata e parte del pomeriggio al parco divertimenti acquatico; andiamo a Kos per le ultime spesette e poi raggiungiamo Zia un po’ dopo il tramonto, ma la luce è ancora bella e ci permette di apprezzare il panorama su quel versante di isola, con le lucine che vanno via via accendendosi nel buio. Ceniamo davanti a questo panorama e poi ci avviamo verso l’aeroporto per affrontare la notte del rientro. Partiamo in ritardo di un’ora (anziché all’1.50 partiamo che sono quasi le 3.00) e atterriamo a Venezia che sono quasi le 5.00; non riusciamo a prendere il treno in coincidenza con S. Pelagio, ma arriviamo comunque a  Tricesimo in corriera quasi alle 9.00 del 17 agosto.


Homepage di
Marcello Ciancio
VIAGGI

1998: Alta via n°4

1998: Olanda

1998: Marocco

1999: Capo Nord

2000: Siria e Giordania

2000: Tenerife

2001: Berlino

2001: Provenza

2001: Dolomiti di Brenta

2002: Vienna

2002: Stati Uniti

2003: Ungheria

2003: Portogallo

2003: Russia

2004: Grecia

2004: Bulgaria, Romania

2005: Argentina e Cile

2006: Australia

2007: Croazia

2008: Vietnam,Cambogia

2009: Islanda

2009: Grecia

2010: Scandinavia

2010: Andalusia

2011: California, Arizona

2012: Canarie

2013: Slovacchia, Polonia

2014: Singapore, Malesia

2015: Scozia

2016; Pale di San Martino

2016: Grecia - isole Egeo

2017: Iran (nordovest)

2017-18: Alta via 1


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