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2013 - Classifica singoli


In ordine alfabetico dieci canzoni del 2013 da ascoltare.

!!! - Careful (dance-pop)

65daysofstatic - Prisms (post-rock, elettronica)

Anathema - Untouchable part 2 (neo-prog rock)

Arcade Fire - Reflektor (dance-pop)

Knife - A tooth for an eye (rock elettronica)

Miracles of modern sciences - get lucky (dance-pop)

Mùm - Toothwheels (pop elettronica)

Peace - Bloodshake (alt rock)

Steven Wilson - Drive home (progressive rock)

Villagers - The Waves (synth-pop)


Classifica definitiva top 20 album 2013


1. Peace - In Love (shoegaze, alt rock)

Alcuni brani sono troppo pop, del resto sono dei giovincelli, ma altri spiazzano per complessità e ricercatezza del particolare. Su tutte Drain, Wraith, California day e Bloodshake. Irresistibili, come dice la recensione su storiadellamusica.it.

E che vincano loro la classifica dell’anno, mica solo musica colta, cavolaccio!


2. C+C=Maxigross - Ruvain (psichedelick rock)

Un gruppo di montanari della Lessinia sforna uno dei capolavori dell’anno. Il disco è cantato in cimbro, inglese, spagnolo, italiano e forse qualcos’altro. Pamukkale in E introduce l’album stile cantaurato d’autore americano, e poi dopo le atmosfere pop d’autore di Charleroi Poulet e Uno Tempo, si arriva a Hills Hills, splendido e allegro brano che stupisce di non sentire in radio, così come l’etnico Lesha!Keyoo!See ya! L’attesa di Maicol, unico brano in italiano, mostra l’accento veneto, unito a un testo interessante, sembrano i Frizzi Comini Tonazzi. Dopo altri piacevoli brani pop arriva la splendida ballata Najhladnija Luka pule. Con Josè si fa un salto in una sagra del sudamerica, Holynaut ricorda i lenti dei gruppi rock americani, mentre Testi’s baker Jung Neil sembra uscita dalla penna di Eddie Vedder. Non fatevi scappare uno degli album dell’anno. Vincitore nella classifica 2013 delle autoproduzioni italiane.


3. Foals - Holy fire (rock)

I Foals confermano il livello del precedente splendido Total Life Forever con un album con atmosfere simili, e il singolo Inhaler assolutamente travolgente. Grande il finale di Late Night e il 7/4 di Providence. Una delle migliori scoperte degli ultimi anni.


4. Daughter - If you leave (songwriter)

Cantaurato d’autore stile XX, ma con alcuni elementi di novità. Brani lenti e d’atmosfera estremamente curati negli arrangiamenti.


5. Arcade Fire - Reflektor (alt-rock)

Stroncato dalla critica, mi rendo conto che dagli Arcade Fire ci si aspetti di più, non è il loro fantastico disco d’esordio Funeral, ma diamine, se questo disco l’avesse fatto un gruppo all’esordio si sarebbe gridato al capolavoro! Un viaggio rock nel mito di Orfeo e Euridice. Strepitosa Reflektor, si segnalano Normal person più Bowie di Bowie, It’s never over, Afterlife.


6. !!! - Thr!!!Er (dance-pop, techno)

Non solo musica impegnata, ma comunque un album di classe che si alterna tra brani dance anni novanta e techno-dance, con qualche incursione nel rock. Even when the water’s cold, One boy, one girl e Careful (nella tradizione dei Trust) le migliori, ma non c’è un brano da scartare. La mia recensione è su storiadellamusica.it


7. Villagers - Awayland (alt-pop)

Dopo Becoming a Jackal un altro album pop di buon livello. Emergono alcuni brani sugli altri come The Waves, che inizia come una canzonetta pop per poi debordare nell’elettronica fino a un finale ipnotico e trascinante. Le ultime canzoni dell’album ricordano molto i supertramp degli inizi, mentre Rhythm composer, con cui l’album si chiude, inizia alla Burt Bacharach, poi passa ai supertramp di Famous Last Words per poi terminare con un finale elettronico (stile Arandel) se non fosse per i ragli dell’asino!? Bello il singolo (compreso il testo) Nothing Arrived.


8. Anathema - Universal (rock orchestrale)

Il film con il loro concerto a Plovdiv ben rappresenta la forza di questa band. Untouchable part II è strepitosa, la maggior parte degli altri brani presenta tempi fuori dallo standard 4/4, ma non si nota.


9. Forest Swords - Engravings (elettronica sperimentale)

Un viaggio nel mondo dei miti nordici per mezzo della musica elettronica. Epico, geniale e spiazzante, di grande potenza evocativa. Thor’s Stone e The Weight of Gold su tutte.


10. Arctic Monkeys - AM (rock)

Il rock alla maniera degli Arctic Monkeys non è il genere musicale che abitualmente ascolto, ma quando un album è formato solo da brani che potrebbero essere singoli c’è poco da dire. Se mi piacesse il genere avrebbe vinto la classifica dell’anno.


11. Cloud Control - Dream Cave (alt-pop)

Va bene, non sono gli Alt-J che hanno sfondato in tutto il mondo con il loro esordio del 2012, ma sono bravi, tanto bravi, mica tutti sanno scrivere musica pop di qualità. Il gruppo australiano fa le cose semplici e orecchiabili, manca il brano di punta che sfonda, ma l’album è estremamente godibile. Dojo Rising, Island Living (che basso!), Scar e Dream Cave.


12. 65daysofstatic - Wild light (post-rock)

E’ difficile dire qualcosa nel mondo del post-rock, specialmente ora che uno dei riferimenti mondiali sono i grandissimi Sigur Ros, ma loro ci riescono eccome, con un utilizzo sapiente dell’elettronica vi trasportano in un altro mondo, matematico e classico. Strepitosa Prisms, da brividi il giro ipnotico di chitarra di Unmake the wild light che ricorda le emozioni di Untitled #8 dei già citati islandesi.


13. Matryoshka - Laideronnette (post-rock, modern classical)

Il duo giapponese (lo si capisce solo dal cantato di un brano) crea atmosfere post-rock introducendovi degli interessanti elementi di elettronica e un pianoforte alla Einaudi. Un album molto piacevole per chi ama il post-rock e l’elettronica, cioè io. (Lo so che si dice me, licenza poetica).


14. Daft Punk - Random Access Memories (dance ‘80 - elettronica)

Dopo discovery, disco immenso del genero disco, i Daft Punk non si ripetono, pur sfornando un album molto piacevole e curato nei minimi particolari. Troppo si è detto e scritto su Ram e non mi dilungo. Get Lucky credo che abbia battuto ogni record di cover della storia della musica, ma guardatevi quella dei Miracles of Modern Sciences.


15. Samaris - Samaris (synth-pop, elettronica)

Il gruppo islandese all’esordio (sono in 300.000 e suonano tutti!) è capace di portarci per mano in un mondo nuovo, grazie alle originali sonorità e alla musicalità della loro lingua. Segnalo Goda Tungl e Hljoma Bu.


16. Mùm - Smilewound (synth-pop, elettronica)

Ancora Islanda, ma questo è un gruppo storico a una svolta della sua produzione. Si lascia alle spalle il post-rock di Green grass of Tunnel per approdare a canzoni dalla forma più semplice ma dagli arrangiamenti folli, tra battiti in controtempo e rumori. Se tutti i brani fossero del livello di Toothwheels, When girls collide, One smile (Bjork di I miss you) e The colorful stabwound sarebbe uno dei migliori album dell’anno, ma altri brani sono decisamente di livello inferiore. Comunque da ascoltare per l’originalità degli arrangiamenti.


17. The Veils - Time stays, we go (rock)

Sano rock americano, conqualche incursione al noir stile David Lynch. Tutte canzoni di livello e che si ricordano, un po’ come i Kings of Lion di Come around sundown. Through the deep, dark wood è il primo singolo d’impatto, poi si viaggia su atmosfere più cupe e interiori.


18. David Bowie - The next day (rock)

Chi se lo sarebbe aspettato? E invece ecco qui un album di Bowie di buon livello dopo molti anni. Malinconica e coinvolgente Where are we now, più rock il resto dell’album.


19. I Am Kloot - Let it all in (alt-pop)

Un buon album con atmosfere beatlesiane in alcuni brani e atmosfere più cupe in altri. Splendida l’apertura con Bullets, da locale fumoso.


20. Tricky - False Idols (trip-hop)

Tricky ritorna, con oltre vent’anni di carriera, con un album di buon livello. Non ci sono singoli travolgenti  come conteneva Mezzanine dei Massive Attack ma ogni brano ha caratteristiche inconfondibili che restano sicuramente impresse. Valentine, Nothing’s changed, We don’t die.



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Marcello Ciancio
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