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Marcello Ciancio
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2014: Singapore e Malesia


16-17 luglio

Nonostante tutte le mie perplessità ed il problema della scadenza del mio passaporto, partiamo come previsto da Venezia e, dopo lo scalo ad Istambul, arriviamo a Singapore dopo circa 13 ore di volo non facili soprattutto per i due bimbi e per me che mi sento una madre degenere. Anche se per il nostro orologio sono le 11.00 del mattino, qui a Singapore sono le 17.00: usciti dall’aeroporto siamo investiti dal caldo umido, ma abbiamo uno schock altrettanto forte salendo sul taxi gelido che ci porta alla casa privata la cui famiglia noleggia una stanza per gli ospiti. La signora è molto accogliente e ci dà una serie di indicazioni utili. Con un taxi raggiungiamo il night safari, un parco - zoo dove assistiamo ad uno spettacolo con alcuni animali notturni e con un trenino facciamo un percorso safari che ci permette di passare accanto ad animali particolari (elefanti, giraffe, zebre, ippopotami…) nel loro habitat naturale.

18 luglio

Ci alziamo tardi e ancora un po’ storditi per il cambio di fuso orario; passeggiamo per le vie di Little India e per il più ordinato, e forse anche un po’ più turistico, Kompong Glam; nel pomeriggio raggiungiamo l’avveniristica Marina Bay con i suoi edifici di architettura contemporanea (ponte pedonale, museo d’arte a forma di fior di loto, palazzo a tre edifici con sopra appoggiata una sorta di barca) e i Gardens by the Bay, un parco con una grande serra e degli alberi - colonne, rivestiti di orchidee e varie piante epifite, che fanno da sostegno ad una passerella a circa 20 m d’altezza; all’interno di questi giardini c’è anche un parco giochi dove Filippo e Giovanni possono sfogarsi un po’.

19 luglio

Visitiamo il Peranakan museum, molto interessante e piacevole anche per i bambini: una finestra su cultura e tradizioni lontane dalle nostre. Pomeriggio alla Sentosa Island, un baraccone di luci, giochi d’acqua e finzioni: arriviamo fino alla spiaggia, da cui si vede la costa indonesiana; alla sera assistiamo ad uno spettacolo di giochi di luce, fuoco, laser, acqua e musiche …

20 luglio

River-safari: percorso-acquario sugli ecosistemi di otto importanti fiumi del mondo (Mississipi, Congo, Nilo, Mekong, Gange …) anche con percorso in barca; osserviamo anche il panda, le scimmie scoiattolo (passiamo attraverso un’enorme gabbia in cui vivono “in libertà”) e i delfini del Rio delle Amazzoni (in un’enorme vasca che possiamo vedere su più piani). Nel pomeriggio andiamo ai giardini botanici: è domenica ed è pieno di persone che fanno pic nic o semplicemente si godono il giorno di riposo; ci sono gazebo, un palco per le esibizioni musicali circondato da un laghetto di ninfee ed un meraviglioso giardino di orchidee che io visito da sola mentre Marcello porta i bambini in un parco giochi. Serata e cena in Orchard road.

21 luglio

Lasciamo Singapore, attraversiamo il confine e passiamo in Malesia a Johor Bahru, dove prendiamo l’auto noleggiata e cominciamo la nostra avventura malese … Prima tappa Legoland, un vero paradiso per i bambini, tra giostre, trenini, miniature dei principali monumenti dell’Asia costruite con i mattoncini, la stazione dei pompieri, la pista per le macchinine, il parco acquatico: credo che Giovanni non scorderà facilmente questa giornata! La sera arriviamo a Melacca.

22 luglio

Visitiamo il centro storico di Melacca con antiche moschee, templi buddisti (in uno di questi incontriamo la prima e unica famiglia di italiani con due bimbe di 4 e 6 anni), locali, negozietti; nel pomeriggio vediamo alcuni edifici storici del periodo coloniale (Stadthuys, porta de Santiago e resti di mura del periodo portoghese) e il palazzo del sultano, costruito in legno senza chiodi; decidiamo di fare una pausa in hotel e di uscire per la cena, ma il centro ha i negozi e i locali quasi tutti chiusi e a stento troviamo un ristorante di cucina nonya.

23 luglio

Dobbiamo acquistare un nuovo passeggino e con tristezza abbiamo abbandonato il vecchio compagno di quasi cinque anni di avventure; nel pomeriggio l’auto non vuole partire (problemi di batteria) e questo mi provoca un quarto d’ora di panico. Per fortuna alla fine il problema si risolve e riusciamo ad arrivare al villaggio di Kampung Kuantan in tempo per osservare le lucciole; su una barchetta che va lungo il fiume vediamo degli arbusti pieni di lucciole e arriviamo anche molto vicini ad essi: sembrano le lucette di Natale e in quel buio e silenzio (si sente solo il rumore dei remi che si immergono nell’acqua) lo spettacolo è proprio suggestivo.

24 luglio

Passeggiata alla riserva naturale che si trova sull’estuario del fiume Sungai Selangor: osserviamo gli alberi della foresta secondaria, camminiamo sulla passerella rialzata sulle mangrovie e nel fango vediamo granchietti colorati, rossi e blu, e mudskippers; riusciamo a vedere anche un elegante airone grigio spiccare il volo; nel pomeriggio ci dirigiamo verso le Cameron Highlands e lungo la strada costeggiamo per chilometri una piantagione di palme e poi la giungla, interrotta ogni tanto da qualche gruppetto di casupole e vediamo qualche scimmia isolata o in branco. La sera arriviamo a Brinchang dove la temperatura è decisamente più bassa e per la prima volta dormiamo senza condizionatore, ma l’appartamento, pur spazioso e ben arredato, puzza di muffa e non ha l’acqua calda …

25 luglio

Visitiamo una piantagione di the: le coltivazioni si estendono lungo i fianchi di queste alte colline ed è bello passeggiare in mezzo a questi cespugli verdi; sorseggiamo del buon the e, dopo averne acquistato un po’, andiamo a Tanah Rata per il pranzo (servito su una foglia di banano). Nel pomeriggio visitiamo un’azienda dove producono miele (si può passeggiare tra le arnie che sono in mezzo ai fiori e a statue giganti di api; c’è poi un labirinto coperto che Giovanni si diverte a percorrere per due volte) ed un’altra dove coltivano fragole in serra con tecnica idroponica. Prima della cena (potevamo mai rinunciare al brodoso rito dello steamboat!)mi concedo una rilassante pausa con massaggio ai piedi, accompagnata da diagnosi di non buona circolazione alle mie gambe.

26 luglio

Lasciamo il paesaggio a terrazze coltivate ed il fresco delle Highlands per raggiungere l’isola di Penang; incappiamo in un ingorgo sull’autostrada (scopriremo poi che è iniziato un lungo week-end di vacanze nazionali) e solo nel primo pomeriggio raggiungiamo il lago Burkit Merah dove c’è un’isola in cui hanno creato una riserva per gli orangotanghi: si passeggia all’interno di una sorta di galleria di rete metallica, all’esterno della quale gli oranghi vivono in libertà. Sono scimmie molto simili all’uomo ed osservando i piccoli di 5-6 anni vediamo che non si comportano molto diversamente dai nostri due cuccioli al di qua della rete. Raggiungiamo in serata Georgetown sull’isola di Penang e, dopo la cena in un affollato ristorante cinese, facciamo una passeggiata lungo alcune sue vie affollate: stanno riqualificando il centro, per cui è un alternarsi di belle casette tradizionali (alcune adattate ad alberghi, hanno il portone d’ingresso aperto su bei cortili interni)ed altre un po’ trascurate, locali di tendenza, negozietti, templi buddisti, ….

27 luglio

Passeggiata in centro nell’arioso Colonial District con i suoi palazzoni british, le chiese, i collegi, un fumoso e affollato tempio dedicato a fortuna, pace e fertilità ed un altro con la parte frontale tutta scolpita. Dopo aver pranzato riusciamo a visitare la bellissima Blue Mansion, una delle dimore di un ricco mercante cinese arricchitosi dal nulla: è stata finemente restaurata anche al suo interno e vi si mescolano elementi di diversi culture e stili anche se ovviamente prevale quello cinese (simmetria, cortile interno, presenza di cinque elementi, ….). Visitiamo poi la ricca sede del clan cinese, Khoo Kongsi con il suo quartiere e la zona un po’ fatiscente, ma caratteristica, dei moli.

28 luglio

Visitiamo il bellissimo Tropical Spice Garden, una sorta di orto botanico che in parte ricostruisce la foresta pluviale, ma non solo, ponendo particolare attenzione alle piante delle spezie (vaniglia, pepe, noce moscata, …); i percorsi sono realizzati con un particolare gusto estetico e anche Giovanni si è divertito soprattutto nella parte finale con gli scivoli. Al termine della visita, mentre già pregustiamo un pranzetto nel ristorante del giardino, con vista sul mare, Giovanni fa una caduta rovinosa procurandosi escoriazioni su metà viso e tanta paura (anche per noi!); l’emergenza rientra subito, grazie all’interessamento della signora del gift shop che ci procura l’occorrente per una prima medicazione, ma anche Filippo non è proprio in forma e così decidiamo di rientrare in hotel subito dopo aver mangiato. Ripercorriamo la zona chic di Batu Ferringhi con i suoi eleganti palazzi moderni e gli hotel di lusso; la febbre di Filippo sale e si accompagna a delle scariche di diarrea: non passiamo una bella nottata!

29 luglio

La febbre si è abbassata, ma la diarrea continua; decidiamo di partire comunque per Kuala Besut da dove ci imbarcheremo per le isole Perenthian. Il lungo viaggio, appesantito dalle condizioni di Filippo e dalla mia stanchezza per la notte in bianco, prevede la sperimentazione di un altro ingorgo stradale che ci tiene quasi fermi in coda per un’ora e mezza, ma alla fine arriviamo.




30 luglio

Ci imbarchiamo su un motoscafo per l’isola Pulau Perenthian Besau e, dopo un viaggio da montagne russe, arriviamo al nostro resort, la diarrea di Filippo continua, così decidiamo di somministrargli l’antibiotico che ci aveva prescritto la pediatra. Nel pomeriggio facciamo una passeggiata lungo la spiaggia di sabbia bianca con frammenti di corallo: l’acqua è trasparente, si vedono i pesciolini e la barriera corallina, grazie anche alla bassa marea, è molto vicina: l’atmosfera è molto rilassata (speriamo abbia effetto anche su di me!).

31 luglio

E’ il turno di Marcello che, dopo una nottata passata in bagno è ko, per cui trascorro la mattinata in piscina con i bambini ed il pomeriggio in camera causa anche un violento ed improvviso acquazzone tropicale: evviva i mattoncini lego e i cartoni animati.

1 agosto

Marcello sta meglio ed anche Filippo ormai non presenta più scariche diarroiche, per cui affrontiamo un sentiero nella giungla (quanta umidità!!!) che in un’ora circa ci porta alla spiaggia sull’altro versante dell’isola. All’inizio del percorso Giovanni si diverte a sollecitare le foglie di mimosa pudica (è la prima volta che la vedo fuori da un orto botanico) e poi, lungo il sentiero prova ad individuare, e ad indicare a me che lo seguo, i passi più semplici e più sicuri da fare: è un po’ intricato e, per buoni tratti, in salita o in discesa, quindi non è proprio semplice da affrontare con un bambino piccolo caricato sulle spalle, ma la vegetazione è lussureggiante e i versi degli uccelli, i rumori e le code che si vedono sparire velocemente tra il fogliame sono indice di una fauna variabile. Pranziamo alla Long Beach e, dopo un altro breve sentiero nella foresta, arriviamo a Coral Bay dove facciamo una lunga pausa mare per i bambini. Rientriamo al nostro resort con un water taxi:nel primo tratto passiamo sopra la barriera corallina e si possono vedere, oltre ai coralli di forme e colori diversi, cetrioli di mare, pesciolini e conchiglie; superata la barriera corallina, il motoscafo prende velocità e, anche se è bello osservare la linea di costa dell’isola con i suoi massi, le spiagge, le palme e la foresta rigogliosa nell’interno, mi chiedo se sia più avventuroso il sentiero percorso al mattino o il rientro con il taxi! Cenetta in riva al mare a base di pesce e granchio.

2 agosto

Marcello e Giovanni vanno ad osservare i pesciolini con maschera e boccaglio, ma per Giovanni è troppo presto e si fa prendere dal panico; io e Filippo giochiamo un po’ in spiaggia. Pomeriggio in piscina.

3 agosto

Lasciamo l’isola e ci dirigiamo a Kota Bharu, a nord di cui c’è la zona di Tempat con una serie di templi buddisti: noi visitiamo il Wat Matchinmaram, molto colorato al suo interno, con un gigantesco Budda seduto sopra il tetto. Dopo aver pranzato proseguiamo per Jerantut ed anche questo spostamento è funestato da una coda, anzi due, che ci fanno arrivare più tardi del previsto; stanchissimi crolliamo a letto.

4 agosto

E’ stata una pessima nottata per Marcello, ancora tormentato dai disturbi gastro-intestinali, ma proseguiamo come previsto; raggiungiamo in taxi Kuala Tahan costeggiando colture di palme da olio, anche se sullo sfondo c’è la giungla con la sua vegetazione fitta e rigogliosa: al nostro arrivo, dall’altra parte del fiume, l’antica foresta del Taman Negara (130 milioni di anni)! Nel pomeriggio visitiamo un villaggio degli orang - asli, gli aborigeni del posto: dopo un breve tratto in barca e qualche passo in mezzo alla foresta, vediamo poche capanne (un tavolato coperto da graticci di foglie intrecciate); gli insediamenti sono poco numerosi (11-12 nuclei famigliari), non stanziali (dopo cinque anni si spostano altrove) e vivono di quello che riescono a raccogliere e cacciare nella foresta (ci è stato mostrato l’uso della cerbottana, fatta con la canna di bambù e ci hanno mostrato le frecce che intingono in un veleno mortale); il ragazzo che ci ha fatto vedere la preparazione di una freccia (usano una foglia secca come carta vetrata) ha anche acceso un fuoco in due minuti servendosi di uno strano oggetto di legno che ha sfregato contro un altro pezzo. Anche Giovanni, aiutato, ha provato ad usare la cerbottana e ne abbiamo acquistata una piccola, costruita e decorata da un uomo di 80 anni; gli orang - asli sono animisti e, quando uno di loro muore, viene avvolto nella corteccia e “riportato” agli alberi. Cena in ristorante galleggiante con di fronte il Taman Negara in una luce magica.

5 agosto

Sveglia presto per arrivare alla canopy walk in orario per evitare l’affollamento; dopo l’attraversamento in barchetta entriamo, attraverso il lussuoso resort, nel parco naturale: siamo soli e, anche se stiamo camminando su delle larghe e agevoli passerelle, siamo circondati dagli alti alberi, dalla fitta e intricata vegetazione e dai suoni (versi, fruscii, scricchiolii) della foresta e, ancora una volta, sento tutta la nostra fragilità di uomini in un ambiente potenzialmente ostile se non sai come muoverti in esso: in queste circostanze percepisco chiaramente la piccolezza dell’essere umano e la sua non superiorità rispetto alle altre specie. Arriviamo per primi alla canopy walk, ma dobbiamo attendere per la sua apertura: è una divertente passeggiata su dei ponti di corda tra gli alberi, per cui ci muoviamo ad altezze notevoli “al di sopra” della foresta. Proseguiamo poi la nostra passeggiata fino al punto panoramico Bukit Teresek e, sulla strada del ritorno, incontrando la folla dei turisti dei giri organizzati, siamo felici di esserci alzati presto: l’atmosfera ed i tempi di attesa non sarebbero stati gli stessi! La giornata è secca, per cui non ci sono neppure le temutissime sanguisughe né troppe zanzare ed il caldo è accettabile (anche per noi che siamo vestiti con pantaloni e maniche lunghe). Nel pomeriggio ci riposiamo.

6 agosto

Ci svegliamo di nuovo presto per prendere la barca e facciamo una lenta e lunga (circa due ore e mezza)traversata del fiume Tembeling che costeggia il limite del Taman Negara e ancora una volta possiamo vedere, da un altro punto di osservazione, come sia intricata ed impenetrabile la foresta; arriviamo a Kuala Tembeling e, con un taxi, fino a Jerantut alla nostra auto che…. di nuovo non parte. Dopo tre ore di attesa (per fortuna anche questa volta siamo assistiti gentilmente dal personale dell’hotel in cui avevamo dormito due sere prima) il problema sembra essersi risolto, per cui raggiungiamo la nostra nuova sistemazione dove fortunatamente c’è una piscina.

7 agosto

Andiamo a vedere gli elefanti che vengono curati in un centro di assistenza per poi essere rimessi in libertà; purtroppo le varie attività si svolgono nel pomeriggio (per questo avremmo voluto visitarlo il giorno prima, se l’auto ce l’avesse permesso), ma riusciamo a vedere dei piccoli elefanti molto da vicino (avremmo potuto toccargli la proboscide). Proseguiamo per le Batu Caves, una sorta di santuario indù in una grotta, in cui parte del soffitto è crollato, cui si accede mediante delle lunghe scalinate (quasi 300 gradini) dove ci sono delle scimmie un po’ sfrontate: cerco di immaginare l’affollamento di questo posto durante qualche ricorrenza per loro sacra e sono felice che non ci sia in questo momento. Raggiungiamo il nostro hotel a Kuala Lumpur (la cosa non è così semplice e scontata visto il caotico traffico e la viabilità della città) e poi usciamo a cenare a Jalan Alor.

8 agosto

Visitiamo il Rhumah Penghulu, una casa in legno (non ci sono chiodi e solo il tetto è fatto di tegole) malese appartenuta ad un facoltoso ed importante capo villaggio di una regione del nord; una gentile e paziente signora ci illustra le funzioni delle varie parti della casa, spiegandoci il perché di alcuni accorgimenti (gradini più stretti per le scale che accedono agli appartamenti femminili per tenerle più al sicuro, trafori e decorazioni floreali che consentono una buona aereazione e difesa dall’irraggiamento, diversi livelli delle varie parti dell’edificio a seconda della loro importanza, focolare su sabbia per poter soffocare subito un eventuale principio di incendio…); ci sono anche dei giocattoli con biglie, trottole, fionde. Visitiamo poi il centro dell’artigianato (Giovanni dipinge un quadretto batik) e nel pomeriggio siamo al KLLC, un bellissimo parco con un sacco di giochi per bambini, compresi giochi d’acqua, circondato da una serie di grattacieli altissimi, comprese le Petronas Towers.

9 agosto

Passeggiata per Jalan Petaling, il regno delle marche contraffatte, e zone attigue per un po’ di shopping; visita al tempio indù Sri Mahamariamman e a quello taoista Sze Ya con bella scultura in legno all’ingresso; nel pomeriggio visitiamo la moschea Masjid Jamek, Merdeka Square con i palazzi che la circondano e, dopo una pausa cappuccino (?) allo storico Coliseum cafè, passeggiamo per un’affollata, colorata e puzzolente via di bancarelle di Little India.

10 agosto

Andiamo al planetario all’interno dell’ampio e bello spazio verde dei Lake Gardens: i bambini si divertono a giocare con alcuni dei pannelli interattivi di argomento astronomico, e non solo, e vediamo anche un cartone che ha per protagonista una piccola talpa curiosa che vuole fare l’esploratrice e, con alcuni suoi amici e un maestro, si diverte a scoprire le leggi scientifiche che regolano il mondo, soprattutto nella sua componente legata all’astronomia. Dopo una pausa al parco giochi e il pranzo, andiamo a Putrajaya, un complesso di edifici monumentali, sedi amministrative dei vari ministeri, ai lati di viali molto api; bella anche la moschea che si proietta sull’acqua del lago artificiale e la piazza antistante; vorremmo fare una passeggiata a piedi, ma ci sorprende un violento acquazzone con tuoni e fulmini (ancora meno piacevole quando i tergicristalli “decidono” di non funzionare…).

11 agosto

Giornata trascorsa al Sunway Lagoon, un parco divertimenti acquatico e non, dove Giovanni, ma non solo, si è divertito molto. Di nuovo un violento acquazzone ci sorprende mentre siamo nella zona dedicata agli animali (Giovanni e Filippo hanno dato da mangiare l’erba alle tartarughe). Ci rifugiamo nel centro commerciale lì accanto al cui piano terra c’è una pista di pattinaggio su ghiaccio.

12 agosto

Sbrigate le ultime questioni pratiche (ultimi regalini, spedizione cartoline…), visitiamo il tempio buddista di Thean Hou Me, molto arioso, con bellissimi tetti colorati e all’esterno le statue dello zodiaco cinese. Dopo una tappa ad un negozio specializzato in materiale da ping pong, ci dirigiamo verso l’aeroporto internazionale e la pioggia ci accompagna anche in quest’ultimo momento. Partenza per Istambul alle 23.20 ora locale, arrivo ad Istambul alle 4.30 ora locale e poi a Venezia alle 10.00 circa: finalmente a casa!