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Scrittura


Come scritto in homepage sono usciti i primi due romanzi di una ideale trilogia filosofico-paranormale.

Nella mia carriera di lettore ho letto molto dei seguenti temi:

- Fantascienza (da cui i tratti di paranormale dei romanzi);

- Saggi scientifici (da cui i riferimenti filosofici);

- Gialli (da cui la struttura delle indagini dei primi due romanzi).


Il primo romanzo, “L’ombra della realtà”, tratta della teoria di Gaia, ipotesi di Lovelock, 1979.

In parole povere la teoria di Gaia afferma che la terra può essere considerata come un essere vivente, di cui tutti gli esseri viventi possono essere considerati le parti costituenti (come le cellule per gli esseri umani). Purtroppo gli esseri umani stanno distruggendo l’ecosistema, come se gli esseri umani fossero un tumore. Un criminale, convinto di questo, pianificherà l’eliminazione della razza umana mediante armi batteriologiche.

Il commissario Mantini dovrà riuscire a superare l’incredulità per poter affrontare il nemico.


Il secondo romanzo, “La memoria del corpo”, tratta del dualismo mente-corpo di cui la nostra cultura è impregnata, come se il corpo di ognuno di noi fosse il semplice mezzo per portare in giro il cervello di turno. Io non credo sia così, e ho cercato di descrivere come potrebbero in realtà essere le cose.

A differenza del primo romanzo, giallo con qualcosa di paranormale, “La memoria del corpo” è essenzialmente un thriller che inizia come un giallo, ma poi il ritmo del racconto cambia, e il finale è molto cinematografico.

Il commissario Mantini indaga sul rapimento di una bambina di dieci anni, ma scopre molti indizi che lo fanno dubitare di avere a che fare con un caso di rapimento “normale” (la famiglia della bambina non è benestante; la bambina si è da poco risvegliata dal coma; lo zio forse lavora o ha lavorato per i servizi segreti; il diario, scritto dalla bambina, è crittografato; il dottore che l’ha operata ha qualcosa da nascondere, …). Man mano che le indagini proseguono sembra che si vada verso un vicolo cieco, ma un aiuto inaspettato gli permetterà di risolvere il caso, ma la realtà che gli si presenterà davanti è tale che il commissario avrebbe preferito non conoscerla.


Il terzo romanzo, sul quale mi metterò al lavoro, prima o poi, si baserà invece sul tema del destino e libero arbitrio, e sarà ispirato al capolavoro filosofico di Daniel Dennett “L’evoluzione della libertà”, e credo che chiamerò così anche il romanzo.

Non avrà come protagonista il commissario Mantini e non sarà un giallo, ma dovrebbe essere un libro di spionaggio, anche se l’idea è che fino a metà libro il lettore non dovrebbe avere capito che si tratta di un romanzo di spionaggio.

I primi due romanzi sono ambientati a Roma (mi serviva un luogo di respiro internazionale), il terzo sarà ambientato a Udine (mi serve una piccola città universitaria).

Alcuni studenti convivono in appartamento, ognuno con le sue materie da superare e i suoi tentativi di trovare il giusto posto nel mondo. Si scopre poi che in realtà ognuno di loro non è lì per caso, ma deve svolgere un compito segreto, all’insaputa degli altri. Ciò li metterà l’uno contro l’altro.

Il racconto sarà in prima persona, da parte del più “cazzone” del gruppo.

Anche lui ha qualcosa da nascondere?


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Marcello Ciancio
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