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Musica


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Classifica definitiva top 20 album 2016


Annata particolarmente valida, con moltu album che sono alla fine stati esclusi.

Ex aequo in testa.


1. Daniele Silvestri - Acrobati (cantautore)

Torna il più bravo cantautore italiano con uno dei suoi lavori migliori. Con i suoi testi è capace di descrivere interi mondi con 4 pennellate, e la musica è assolutamente all’altezza. Una canzone meglio dell’altra. E anche dal vivo è fenomenale. Primo album italiano in classifica in una annata particolarmente positiva per i nostri colori.


Daniele Silvestri - Acrobati - Link su spotify






1. Haelos - Full Circle (elettronica)

Anche se ascoltando l’album possano sembrare gli XX non lo sono. Gli XX nei loro fantastici due album avevano anche qualche momento di calo. No, qui sono tutti pezzi splendidi, in un album che più lo si ascolta e più si resta affascinati dalle atmosfere elettroniche e coinvolgenti. Un album perfettamente isnerito nella musica degli anni dieci, al punto di essere una summa di ciò che si ascolta nell’elettronica di questi anni. Il cantato vive dell’intreccio delle due voci maschile e femminile. Assolutamente un capolavoro da ascoltare più e più volte. L’album si conclude con la strepitosa e ipnotica Cloud nine e il finale floydiano di Pale: da brividi, e questo è il loro album d’esordio.


Haelos - Full Circle - Link su spotify


2. Radiohead - A moon shaped pool (elettronica, rock, classical)

Quando i Radiohead sfornano un album è già un avvenimento, e in questo caso particolare ancor di più, dato che è assolutamente uno dei loro lavori migliori, al livello (a parer mio) di Ok computer e Hail to the thief, e sicuramente migliore di Kid A o Amnesiac. Le atmosfere sono meno rock e variano dalla musica classica (con i primi due eccezionali e incredibili brani di apertura dell’album, Burn the Witch e Daydreaming) e l’elettronica che fa capolino nei brani che seguono. L’album è pregno di malinconia, Thom Yorke è capace di iniettarla con la sua voce vellutata negli ascoltatori dei brani. Un album sempre più bello ad ogni ascolto. I primi due brani sono tra i preferiti dell’anno per i miei figli di 4 e 7 anni.


Radiohead - A moon shaped pool - Link su spotify


3. Roosevelt - Roosevelt (disco dance)

Il ragazzo di Colonia ha studiato. Ha studiato i migliori dischi pop degli ultimi 30 anni, e ha imparato come si arrangiano i brani. Poi li ha anche scritti, facili, orecchiabili, e li ha curati nei minimi particolari. Il risultato è assolutamente il miglior album dance dell’anno, tra groove di bassi, batteria incalzante e chitarre funky. La sua voce è essenziale e al servizio della musica, ed è quello che serve per far venir voglia di muovere i piedi, come negli anni ’80, quando ballavi anche ascoltando bella musica. Poi si è passati ai ’90, dove la bella musica è uscita dalle discoteche pum pum pum. Chissà che questo di Roosevelt sia, pur con musica assolutamente contemporanea, un ritorno all’ascolto di ottimi brani anche in discoteca. Colours è strepitosa, Fever e Hold On sono tra le preferite dei miei piccolini.


Roosevelt - Link su spotify


4. Bobby Joe Long’s Friendship Party  - Roma Est (coatto-wave)

Un album unico e un gruppo inconfondibile. Il cantante parla ma non è rap. I testi, carichi di sarcasmo, disegnano affreschi del mondo di oggi. La musica è new wave. Un collage veramente originale.

O piacciono o fanno schifo.  A mia moglie fanno schifo, a me piacciono, e vado a farmi un bicchiere di sangue morlacco a Roma Est, sotto un materasso.

Vortice de totip ha un testo che va studiato, inella title track non sai se ridere o prenderli sul serio.

Secondo album italiano in classifica.


Bobby Joe - Roma Est - Link su youtube



5. Eveline’s Dust – The Painkeeper (progressive rock)

Recensione fake, ma potrebbe essere vera…

Dopo lo splendido Hand Cannot Erase torna Steven Wilson con tutto il suo repertorio: tempi dispari, atmosfere tra Pink Floyd e Genesis, e ci racconta una fiaba triste. Solo che non è Steven Wilson ma un gruppo italiano, di Arezzo. Ma a sentire l’album potrebbe tranquillamente essere Steven Wilson.

Bravissimi. Sentite che arrangiamento e cambi di tempo nella title track. Terzo e ultimo album italiano in classifica.


Eveline’s dust - The painkeeper - Link su spotify


6. The Gloaming – The Gloaming 2 (folk irlandese)

Il gruppo irlandese fa folk irlandese, rivisitando i temi musicali cari alla tradizione locale con una esecuzione classica e brani originali che non possono che emozionare l’ascoltatore, il quale si ritrova a viaggiare con loro in mondi fatati. Se è più bello quest’album o quello di esordio è una pura speculazione tra due capolavori assoluti. Se non avete paura di lasciarvi trascinare dalle emozioni è un album da sentire con grande attenzione.


The Gloaming 2 - Link su spotify




7. Suuns – Hold Still (psichedelia, elettronica)

La psichedelia anni dieci è arrivata, con influenze rock ed elettroniche, nell’album più spiazzante musicalmente dell’anno. Pare incredibile ma anche quel brano folle di Brainwash piace ai miei figli.

Assolutamente uno degli album più originali dell’anno.


Suuns - Hold Still - Link su spotify








8. Field Music – Commontime (progressive pop)

I Field Music riprendono le atmosfere dei Genesis ultima versione, non progressive rock, ma progressive pop, con il giusto mix tra leggerezza e musica raffinata.


Field Music - Commontime - Link su spotify









9. Gesu No Kiwami Otome – Ryousebay (dance pop)

Il fatto che cantino in giapponese è l’unico motivo per cui si capisce che l’album è giapponese. Pop con inserti jazz, con arrangiamenti così elaborati da chiedersi come sia possibile che abbiano un record di vendite e di visualizzazioni su youtube. Ascoltate Otonatic e Watashi igai watashi ja nai no.


Gesu No Kiwame Otome - Watashi igai watashi ja nai no


Gesu No Kiwami Otome - Otonatic




10. Glass Animals – How to Be a Human Being (art-pop)

Dopo Zaba un altro bellissimo album, orecchiabile ma non banale, dove si spazia su tutte le varianti dei brani alt-pop alt-rock di oggi.


Glass Animals - How to be a Human Being - Link su spotify









11. Shura – Nothing’s real (pop)

Notizia incredibile: questo NON E’ un album di Madonna. La prima metà NON E’ un riprendere vecchi brani anni ’80 mai usciti così come la seconda metà non riprende vecchi brani anni ’90 di Madonna mai usciti. Shura riesce nell’impresa di rifare la Madonna degli inizi a modo suo, con la capacità di ricreare le atmosfere di Material Girl o di Holiday, con una capacità di scrittura così coerente con quel mondo da far ricordare come gli Audio 2 hanno reinventato Battisti. What it’s gonna be, Indecision e soprattutto White light sono bellissime. L’ultimo brano dell’album fa proprio schifo, ma non tutte le ciambelle riescono con un buco perfettamente rotondo.


Shura - Nothing’s real - Link su spotify


12. Syd Arthur - Apricity (psychedelich progressive rock)

Un album incredibilmente ascoltabile nonostante l’enorme complessità musicale dei brani, da tempi dispari a batterie in sincope costante.


Syd Arthur - Apricity - Link su spotify










13. Metronomy – Summer 08 (alt-pop)

I Metronomy non scrivono musica per le masse, e il loro pop melodico e talvolta sbilenco accompagna piacevolmente il passare della giornata. My house, nella sua semplicità, è perfetta. L’album, nonostante manchino i pezzi di punta come in English Riviera, è decisamente più compatto.


Metronomy - Summer 08 - Link su spotify








14. Bleeding Heart Pigeons - Is (alt-rock)

Un gruppo assolutamente sottovalutato, neanche recensito in italiano, al suo esordio mostra una carica profondamente innovatrice.


Bleeding Heart Pigeons - Is - Link su spotify











15. The Radio Department - Running out of love (electro-pop)

Album che vive di alcune canzoni superlative, mentre altre sono meno coinvolgenti. Strepitosi i ritmi elettronici di Occupied e di Teach me to forget. La title track è una canzone mononota: la melodia, composta di una sola nota, vive delle variazioni melodiche degli accordi di contorno, ed è così coerente che quando gli accordi vanno altrove la nota rimane la stessa in dissonanza.


The Radio dept - Running Out of love - Link su spotify





16. Car Seat Headrest – Teens of Denial (Indie-Rock)

Indie-rock classico americano, molto piacevole, progetto di Will Toledo, giovane cantautore americano, così giovane che stupisce la maturità dei brani.


Car Seat Headrest - Teens of Denial - Link su spotify










17. Arthur Beatrice – Keeping the Peace (alt-pop)

Mancano un po’ i duetti, dato che stavolta canta solo Ella Girardot, comunque la sua voce è sempre fenomenale. L’album è meno acustico e più ritmato rispetto al loro bellissimo precedente Working Out, ma comunque è sempre un bel sentire.


Arthur Beatrice - Keeping the peace - Link su spotify









18. Wild Beasts – Boy King (alt-pop)

Anche i peggiori album dei Wild Beasts entrano comunque nella mia classifica a prescindere. E questo album non è il loro peggiore. Sono il miglior album di pop-rock inglese, il canto e gli arrangiamenti sono molto raffinati, i brani sono orecchiabili. Alpha Female e Ponytail su tutte.


Wild Beasts - Boy King - Link su spotify








19. Primal Scream – Chaosmosis (synth pop)

Un album pieno di hit da radio colpevolmente mai passate in radio. I Primal Scream, gruppo storico del rock anni ’80 e ’90 tornano con un album che riprende i loro temi orecchiabili con influenze elettroniche e il risultato merita. Mistero: come mai Where the lights get in non è diventato un tormentone?


Primal Scream - Chaosmosis - Link su spotify







20. The Last Shadow Puppets – Everything you’ve come to expect (revival rock)

Ritorna Alex Turner degli Arctic Monkeys, con il suo altro gruppo The Last Shadow Puppets. Mentre negli Arctic Monkeys fa musica rock, qui riprende i temi della musica americana degli anni cinquanta, dai Beach Boys a Elvis Presley a Brian Wilson, producendo un album con questi espliciti riferimenti a ben calato nella musica di oggi. Uno dei rari casi in cui un album mainstream entra nella mia personale classifica.


The Last Shadow Puppets - Link su spotify





Fuori classifica

Steven Wilson - Transience (progressive rock)

Non metto in classifica raccolte o ristampe, dunque quest’album è fuori classifica. E’ una grande occasione per risentire alcuni tra i brani più importanti della sua discografia. Transience è una ballata soft stile primi Genesis, seguita dalla cupezza rock dell’inquietante Harmony Korine. Dopo la leggera Postcard due brani più progressive, Significant Other e Insurgentes introducono il rock alla Genesis della splendida Pin Drop. Happy Returns torna a mostrare il lato più orecchiabile di Wilson, seguono le influenze Jazz-floydiane di Deform to form a star e Thank you della Morissette, molto meglio dell’originale. Segue il dark rock di Index e la splendida canzone pop in 9/4 Hand Cannot Erase, fino a seguire con la splendida ballata Lazarus (guardate il video) che coinvolge in una tristezza infinita di ciò che è stato e che non sarà più. Si chiude con il cavallo di battaglia Drive Home. Ci fossero state anche The Raven that refused to sing e Perfect life avremmo avuto una raccolta quasi perfetta, accontentiamoci dell’ennesimo capolavoro.


Steven Wilson - Transience - Link su spotify


2016 - Classifica singoli


In ordine alfabetico alcune canzoni del 2016 da ascoltare (sono state escluse le canzoni degli album precedenti).



Alcune considerazioni finali di questa positiva annata, decisamente migliore del 2015 dove avevo faticato ad arrivare a venti album da inserire in classifica.

1) L’hip hop americano straosannato nelle classifiche di tutti i siti di recensioni sarebbe meglio passasse a miglior vita. Per non parlare dei nostri tristi rapper italiani. Che palle.

E’ da parecchio che non si sente qualcosa di decente e la gente continua ad ascoltare sti cessi. Non riesco neanche ad arrivare alla fine della canzone rumore.

2) Ma Rihanna, Solange, Beyoncè, io c’ho anche provato ad ascoltarle, o Frank Ocean, ma non riesco ad arrivare a fine album. Proprio non ce la faccio. RnB, che palle.

3) Questa nuova serie di cantautori americani, Bon Iver, Angel Olsen, mi emozionano come un piatto di pasta scotta quando sono sazio. Ma come si fa ad arrivare al terzo brano dell’album? Almeno quelli del punto 2 riuscivo ad arrivare a metà album. Che palle.

4) Eh, no Scanzi, non puoi parlar male di tutta la musica del 2016, sentiti qualcosa che vale, anche io amavo il rock degli anni settanta, ma il mondo non è finito lì. Informati da qualcuno che non ascolta solo questo nuovo fantastico cantautorato italiano tipo I cani, Thegiornalisti, Calcutta, eccetera che come vedi sono nei primissimi posti della mia classifica.

5) ABC, Alfio Antico, Anohni, Carnesi, Cavern of anti-matter, Daughter, David Bowie, Iggy Pop, James Blake, Rosie Lowe, The 1975, Underworld, Woods non avrebbero demeritato le prime 20 posizioni, erano album più che validi, ma ne avevo solo venti di spazi da riempire.

6) Non so se avete notato che a parte questo punto 6 c’è ben una riga dedicata a Sanremo, che è più dell’anno scorso.

7) Attesa trepidante per i nuovi album in arrivo degli XX, Dirty Projectors e Clock Opera, speriamo bene.




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Marcello Ciancio
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