Statistiche

2011: California e Arizona


Viaggio in California ed Arizona (24 luglio - 29 agosto 2011)


24 luglio

Partenza a notte fonda e con la pioggia per l’aeroporto di Venezia, da cui partiamo alle 6.50;

Venezia - Francoforte - Montreal - San Francisco dove arriviamo alle 21.00 circa, ora locale: dopo tante ore senza sonno, finalmente possiamo riposare le nostre stanche membra (Marcello e Paola dovranno aspettare un altro po’).

25 luglio

Passeggiata per San Francisco e le sue colline: Union Square, Chinatown, North Beach, Telegraph Hill con la Coit Tower ed il panorama sulla baia, Fisherman’s Wharf col Pier 39, i suoi leoni marini ed il musee mecanique dove si possono vedere e mettere in funzione dei giochi meccanici, più o meno datati, da parco divertimenti. Dopo aver fatto ancora su e giù per le colline (e con un passeggino al seguito non è facile), rientriamo stanchi all’hotel.

26 luglio

In bicicletta lungo la baia (osserviamo aironi e flora da duna) e fino al Golden Gate Bridge da cui godiamo di un bel panorama sulla baia e sullo skyline di SF; attraversato il ponte ci perdiamo: io e Paola raggiungiamo Sausalito e trascorriamo il pomeriggio a cercare inutilmente Marcello e Giovanni già rientrati in hotel; per fortuna la disavventura si conclude bene…

27 luglio

Ci viene consegnata l’auto a noleggio ed andiamo a Berkeley, importante centro universitario in cui il campus è aperto ai visitatori: vediamo un campanile che imita quello di piazza San Marco, la biblioteca, l’istituto di scienze naturali con erbario in esposizione e scheletri di animali preistorici; si respira una bella aria “alternativa” e di scambio osmotico tra città e centro universitario. Andiamo poi verso nord vicino a Sonoma e ceniamo in un ristorante italiano (la proprietaria, figlia di italiani, ci fa omaggio di alcune frittelle di mele) ad Occidental, un paesetto carino costituito da poche case lungo la strada.

28 luglio

Visitiamo la cittadina di Sonoma: la vita ruota attorno alla grande piazza con parco centrale in cui giocano i bambini (cui Giovanni si aggiunge volentieri) e si trovano il municipio(con quattro facciate uguali) e la biblioteca civica; la piazza è poi circondata da edifici più o meno storici (casa di Vallejo, missione di San Francesco,

teatro-cinema) e negozi caratteristici. Nel pomeriggio visitiamo la cantina Bensiger, una delle tante della Sonoma Valley caratterizzata da terreno di origine vulcanica e dal microclima adatto alla coltivazione della vite. Ritorniamo al motel percorrendo una strada che passa in mezzo ad un bosco di querce.

29 luglio

Verso Calistoga, zona di fanghi termali, dove andiamo a vedere uno dei pochi geyser regolari, anche se non di portata eccezionale (anche Shultz lo ha visitato omaggiandolo di un suo disegno). Verso Napa, lungo una strada costeggiata da vigneti e tenute lussuose; pranziamo al mercato di Oxbow (anche nelle aiuole spartitraffico ci sono mini filari di viti) e poi abbiamo un lungo trasferimento fino a Mariposa, un centro accogliente a pochi chilometri dal bungalow in legno, in mezzo agli alberi, in cui dormiamo.

30 luglio

Yosemite National Park: vallata scavata dai ghiacciai e dal fiume Merced, con alti picchi e monoliti (El Capitain) di granito; arriviamo fin sotto l’alta cascata e poi al lago Mirror ,formatosi per un crollo di massi, sempre camminando in mezzo ad altissime conifere; attraversiamo la hall di un albergo storico (Ahwahnee hotel del 1927) e poi, avviandoci verso il parcheggio, vediamo un giovane orso (per fortuna a debita distanza).

31 luglio

Ancora al Yosemite, puntando alle cascate Bridalveil e ai punti panoramici di Tunnel view e Glacier point a 2200 m di quota, da cui si gode di un bel scorcio panoramico (v. Half dome) poco prima di essere sorpresi dalla pioggia; scendiamo a Wawona per andare a visitare il Mariposa grove of giant sequoias, un bel bosco di imponenti sequoie (Grizzly Giant del 700 a. C., Bachelor and Three Graces, Telescophe, Faithful Couple) che davvero incutono rispetto ed ammirazione con la loro maestosità; il giro su trenino che ci concediamo io e Paola fa una pausa anche al museo del bosco in cui viene illustrata l’ecologia di queste piante. Raggiunta l’auto si va verso Fresno.

1 agosto

Verso Kings Canyon e Sequoia National Park: dopo una sosta al punto panoramico sulla Great Western Divide, percorriamo la Kings Canyon Scenic Byway fino al percorso naturalistico Zumwalt Meadow Loop che si snoda in parte lungo il fiume, accanto ad un prato e per alcuni tratti in mezzo a blocchi di granito. La strada è molto bella, soprattutto quando costeggia il fiume impetuoso in fondo al canyon; in alto è più bello con la luce del tramonto, ma le montagne intorno, davvero imponenti, sono quasi “sofferenti”, così scabre e sottoposte ad enormi forze. Dormiamo in un bungalow spartano nel bosco, dopo aver osservato un bel cielo stellato.

2 agosto

Andiamo a vedere il General Grant Tree, una sequoia che oltre ad essere il terzo albero più grande al mondo è anche l’albero di Natale nazionale; sullo stesso percorso c’è anche una sequoia caduta a terra (Fallen Monarch) con all’interno un “tunnel” che è stato rifugio, saloon e albergo. Ci spostiamo poi al Giant Forest nel Sequoia N.P. dove vediamo il più grande albero, il General Sherman Tree, ma anche un orso molto da vicino; nel pomeriggio, dopo aver visitato il Giant Forest Museum con il Sentinel Tree (accanto c’è una striscia per terra, con le varie quote riportate, che riproduce l’altezza della sequoia), ci facciamo il bel percorso didattico Big Trees Trail che passa tra le sequoie intorno ad un prato. Non possiamo arrivare fino al Moro Rock, causa interruzione stradale, per cui scendiamo fino alla calda Tulare, passando accanto ad estesi aranceti.

3 agosto

Giornata di spostamento verso Las Vegas, praticamente nel deserto; a pranzo facciamo tappa nella città fantasma di Calico, un tempo centro di estrazione mineraria che a fine ‘800 aveva un migliaio di abitanti, mentre ora è un ideale set cinematografico per film western. Arriviamo a Las Vegas verso sera, ma fa ancora molto caldo (è la sensazione che più mi accompagnerà durante la passeggiata lungo la strip); mangiamo al buffet del MGM e poi passeggiamo dentro e fuori alcuni casinò (Venetian, Paris….): è un eccesso per tutti i sensi.

4 agosto

Trascorriamo la giornata nel resort, tra camera, piscina e bucato: fa troppo caldo per stare lontano dall’acqua o da una stanza climatizzata; la sera percorriamo la strip sull’altro lato (Excalibur, Bellagio, Caesar Palace, The Mirage, New York New York).

5 agosto

Lasciamo questa “fornace” nel Nevada per andare in Arizona, percorrendo anche un tratto della Route 66 (ci fermiamo lungo la strada per un panino in un chiosco quanto mai originale circondato da macchine d’epoca che sembrano essere i personaggi del cartone Cars). Arriviamo alla fresca Flagstaff con i suoi edifici storici, alcuni dei quali infestati da fantasmi… Ceniamo in un hotel storico (anch’esso dotato del suo fantasma) e poi in piazza osserviamo con i telescopi la luna e Saturno.

6 agosto

Dopo aver preso posto nel lodge in cui pernotteremo, andiamo al Grand Canyon NP; già il primo “assaggio”, in attesa dello shuttle bus, è uno spettacolo! Siamo al south rim ed il bus navetta ci porta fino all’Hermit’s rest; da lì percorriamo un tratto a piedi, soffermandoci nei vari punti panoramici fino al Pima point: la veduta è incantevole ed il percorso su strada asfaltata, piuttosto vicino allo strapiombo, è agevole, ma fa molto caldo e la vegetazione arbustiva non offre riparo dal sole. Riprendiamo il bus navetta fino all’Hopi point, da dove, seguendo il sentiero, ci incamminiamo verso il punto di partenza della mattina: man mano che si procede la luce cambia, le ombre cominciano ad allungarsi ed i colori assumono sfumature bellissime. E’ vero: di fronte a questa enorme bellezza della natura si prova un senso di gratitudine. La sera, prima della cena, andiamo a vedere all’imax un film sul Grand Canyon, sulla sua storia recente (a partire dalla comparsa dell’uomo) e sul fiume Colorado che lo ha formato (esplorato da Powell e pochi altri ragazzi a fine ‘800): alcune immagini sono emozionanti e ti fanno sentire come uno dei condor che volano nel cielo del Grand canyon, con un punto di vista del tutto speciale.

7 agosto

Torniamo al Grand Canyon e riprendiamo il sentiero da dove lo avevamo lasciato, ma nell’altra direzione (questa volta con il passeggino però!): anche qui ci sono vari punti panoramici e pannelli informativi sulla natura geologica del luogo, con una linea del tempo, dall’origine della Terra, o quasi, fino ad oggi e dei campioni di roccia appartenenti a vari periodi geologici di una certa importanza per la storia del canyon; al termine della linea del tempo c’è anche un museo geologico. Dopo il pranzo raggiungiamo in auto altri punti panoramici: Grand view point, Lipan point e Desert view. Anche la strada verso Page è panoramica e, verso la fine, passiamo in mezzo a pareti di rocce rosse, infuocate dal sole della sera; poco prima di arrivare in città, dalla strada, lungo un sentiero di sabbia in mezzo a ciuffi d’erba, arriviamo ad un punto (Horseshoe band) dove il Colorado forma un’ansa ad U: gli strati di sabbia anticipano un po’ le formazioni che vedremo domani e la luce è straordinaria (aspettiamo che il sole tramonti per goderci fino in fondo lo spettacolo).


8 agosto

Mattinata tranquilla con visita al centro visitatori della diga del lago Powell (si sono allagati due canyon per formarlo) in attesa dell’una, unico orario in cui abbiamo trovato posto per un giro guidato all’Antelope canyon. Dopo il canto benaugurante, prima in lingua originale e poi in inglese, intonato da un giovane navajo, un maturo pellerossa ci porta in mezzo alla sabbia rossa (la cosa che più ha interessato Giovanni) e poi a piedi all’interno del canyon; colori, forme, luce che filtra da sopra: è davvero suggestivo, nonostante l’affollamento. Ci dirigiamo verso Mexican hut e, dopo aver preso posto per la notte, torniamo indietro per goderci la Monument valley con la luce del tramonto, quando mesas e butte sembrano prendere fuoco. Sulla strada del rientro ci fermiamo ad osservare il cielo stellato: nonostante la luna quasi piena si vede la Via Lattea!

9 agosto

Alla Monument Valley con altre condizioni luminose; ci affidiamo ad un tour guidato un po’ costoso, ma l’auto non è abbastanza alta per percorrerne i sentieri, quindi è meglio non rischiare. In questo modo però vediamo dei posti che non sono visitabili per conto proprio:visitiamo un’abitazione navajo di un’anziana signora che sta cardando la lana, dei luoghi suggestivi come Sun’s eye, Ear of the wind, Big hogan arch (una sorta di cupola con buco in alto, in cui la guida suona per noi il flauto), North window (vista panoramica sulle varie butte e mesas), John Ford point con annesso cow boy e le varie formazioni dalle forme particolari (Three sisters, King on his throne, Bear e Rabbit, Big indian, Sentinel mesa, ecc.); sulla via del ritorno siamo inseguiti da un temporale e quindi ci vediamo la Monument Valley sotto la pioggia. Nel pomeriggio attraversiamo una landa praticamente disabitata fino ad arrivare ad Holbruck, una delle cittadine della route 66 visitate dai creatori di “Cars” per trarne ispirazione per Radiator Spring.

10 agosto

Visitiamo il Petrified Forest NP: dopo aver visto un breve filmato che ci illustra la genesi del luogo e la sua storia, cominciamo con il Painted desert (strati di sabbia di diversi colori), percorrendo un sentiero, con indicazioni botaniche, da Tawa point a Kachina point dove c’è un inn di architettura e decorazioni ispirate alla cultura indiana; dopo aver fatto una breve sosta al Pintado point proseguiamo per Puerco pueblo (resti di un villaggio indiano con petroglifi), Agate bridge (lungo tronco pietrificato disposto come un ponte) e soprattutto per la Crystal forest, un bel percorso tra blocchi più o meno lunghi di legno pietrificati (la cellulosa è stata sostituita da silice in seguito alla copertura dei tronchi con uno strato di cenere vulcanica): sono evidentemente resti di alberi che ora sono fatti di agata, quarzo ed altri minerali; tappa veloce all’Old faithful (lungo tronco dal maggior diametro) e poi si torna ad Holbruck. Dopo aver pranzato ci fermiamo sulla route66 a vedere un motel formato da stanze a forma di tepee, accanto a cui sono parcheggiate auto d’epoca (ed anche questo è per noi un richiamo a “Cars”). Sulla strada per Flagstaff visitiamo il cratere formato dall’impatto di un meteorite: il diametro e la profondità sono notevoli e suscitano una certa impressione sul nostro piccolo Giovanni.


11 agosto

Visita al Montezuma castle, resti di edifici costruiti/scavati nella roccia sedimentaria e abitati dai Sinagua in due periodi dal 1200 al 1400. A Sedona, centro new age dalle rocce rosso intenso: il posto è suggestivo, ma piuttosto chic; fa molto caldo, ma arriviamo fino alla cappella della S. Croce, chiesa di architettura contemporanea (1956) incastonata nella roccia. Molto bella la strada che ci riporta a Flagstaff, ombreggiata dal bosco di querce: il verde intenso delle querce è in contrasto con il rosso delle rocce e l’azzurro del cielo. Serata all’osservatorio di Lowell, dove è stato individuato Plutone; mangiamo dei panini al suono di una piccola banda che si esibisce nel parco dell’osservatorio e poi osserviamo con dei telescopi un gruppo di stelle e i crateri della superficie illuminata della luna.

12 agosto

Giornata di trasferimento a Palm Springs, la città con alte palme, lunghi e larghi viali, gente abbronzata e muscolosa e dove fa molto caldo.

13 agosto

Giornata di relax sia per riprenderci dal viaggio sia perché fa molto caldo (35°C alle 9.00 che diventeranno 43°C nella parte centrale della giornata); dopo una lauta colazione e un bagno in piscina, facciamo una passeggiata in centro dove pranziamo; rientriamo nella nostra fresca stanza per la siesta e nel tardo pomeriggio prendiamo la funivia per salire sul monte S. Jacinto (circa 2600 m di quota)dove la temperatura è più gradevole e ci permette di fare una bella passeggiata attorno ad un prato umido e di percorrere un sentiero con punti panoramici sul deserto, Palm Springs e la Coachella valley; scendiamo a valle quando tutto questo è illuminato dalle luci della città e della luna piena.

14 agosto

Joshua tree NP: paesaggio desertico surreale con massi di granito che sembrano in equilibrio precario e questi alberi (Yucca brevifolia) che sembrano volersi allungare verso il cielo. Facciamo una passeggiata tra questi due elementi dominanti e dopo un pic nic in un’area predisposta (sono riusciti a trovare dell’ombra in questo deserto!) ci fermiamo in un punto panoramico in alto da cui si vede la Coachella valley e la faglia di San Andreas(?), in un “giardino” di piante grasse e in un’oasi un tempo abitata; la giornata è troppo calda per permetterci di fare altro (la temperatura, quando torniamo a Palm Springs è di 46°C).

15 agosto

Deviazione per Pioneer town, paesino western costruito come set cinematografico per film e telefilm degli anni ’40 e ’60: è piuttosto desolato e sembra una città fantasma. Proseguiamo il nostro viaggio verso Los Angeles; dopo aver pranzato visitiamo Beverly Hills con i suoi eleganti viali e le ville di lusso di cui si intravedono i parchi; passeggiamo per la luccicante Rodeo drive e proseguiamo per la più alternativa Santa Monica con il corso pedonale e l’affollato pier che si protende sulla spiaggia e sull’oceano.

16 agosto

Paola e Marcello visitano i Warner Bros studios, mentre io e Giovanni ce la prendiamo comoda in ostello; pranziamo in un pub in cui viene trasmessa la partita tra Arsenal e Udinese e poi trascorriamo il pomeriggio a Venice: prima facciamo una passeggiata tra le bancarelle sul lungomare e poi gustiamo l’architettura di alcune delle casette costruite lungo i canali ed alcune suscitano un po’ la nostra invidia.

17 agosto

Giornata interamente trascorsa a Disneyland e torniamo tutti un po’ bambini (ammesso che ce ne fosse bisogno!); è una festa di colori, suoni, profumi: Main street con i suoi bei negozi e il castello in fondo; percorso avventura in barca, isola dei pirati con battello Mark Twain, casa degli spiriti e piazza ispirata a New Orleans con orchestrina jazz, pirati dei Caraibi, giostre ispirate ai classici (Alice, Pinocchio, la bella addormentata,….), Toontown con le case di Pippo, Topolino e Minnie, la parte più futurista, Miniworld con la sua canzoncina, la parata dei personaggi disneyani più o meno recenti e i fuochi d’artificio sulle note dei classici: non la dimenticheremo così facilmente questa giornata così intensa.

18 agosto

Ultimo giorno per Paola; mattinata trascorsa al Science center of California (museo di scienze interattivo) e pomeriggio a Downtown: Union station, il pueblo (un pezzo di Messico in mezzo a Los Angeles e sua parte più antica), municipio, cattedrale (architettura contemporanea con arazzi molto belli rappresentanti santi ed uno col battesimo di Cristo sopra il fonte battesimale con acqua corrente; bei giochi di prospettiva), Walt Disney concert hall e grattacieli vari. Torniamo poi nella zona di Hollywood e percorriamo la walk of fame con le stelle sul marciapiede; ci soffermiamo davanti al teatro cinese ad osservare le impronte di alcuni divi (ci sono anche quelle di Marcello Mastroianni).

19 agosto

Passeggiata a Pasadena; vorremmo dedicare il tardo pomeriggio al Paul Getty Center, ma ci accorgiamo un po’ tardi che anche oggi chiude alle 17.30, per cui riusciamo a godercelo solo per un’ora ed è un vero peccato, perché, oltre ai tesori che custodisce, anche la struttura in sé ed il parco intorno sono uno spettacolo. Rientro in ostello attraverso la Mulholland drive, da cui si gode il panorama sulla città e sulle lussuose case in collina di Beverly Hills.

20 agosto

Lasciamo Los Angeles e ci dirigiamo verso Santa Barbara: la giornata è nuvolosa e piuttosto fresca, ma nel pomeriggio spunta un bel sole caldo. Visitiamo l’orto botanico sulle colline (querce, platani, sequoia sempervirens, piante grasse ….)seguendo un percorso lungo un ruscello; facciamo poi una passeggiata lungo le vie del centro piacevolmente animate, visitiamo il bel palazzo di giustizia (belle mattonelle decorative sia sulle pareti che sul pavimento: come in tutta la città l’impronta ispanica è molto marcata) ed arriviamo fino alla spiaggia; tornando indietro dal pontile si vede la città con le palme in primo piano e le colline - montagne sullo sfondo. Riprendiamo l’auto per andare a Lompoc ed attraversiamo un paesaggio collinare occupato da vigneti dove si trova un centro abitato piuttosto grande, Solvang, che ricorda la Danimarca.

21 agosto

Visitiamo la missione restaurata La Purisima, ben conservata sia negli interni (ci sono ancora alcuni arredi co delle semplici spiegazioni) sia negli spazi esterni ancora utilizzati per animali al pascolo; pranziamo ad Arrojo Grande e facciamo una passeggiata domenicale in questa piacevole cittadina con tanto di concertino jazz; facciamo anche un salto nella scuola del 1901, ma attiva fino al 1977, che sembra essere stata appena lasciata per la ricreazione: ci sono informazioni ed esercizi scritti alla lavagna, su ogni banco c’è un libro per l’infanzia e c’è anche il cappello d’asino in fondo all’aula. Proseguiamo per Morro bay, dove trascorriamo il resto del pomeriggio, passeggiando tra negozi e locali sul pontile lungo la baia con davanti a noi il picco vulcanico di Morro Rock.

22 agosto

Visita a Hearst castle, dopo una breve pausa a Candia; arriviamo con il bus fino al castello che domina dall’alta collina sul paesaggio intorno e sull’oceano. L’ingresso, circondato da svettanti palme, sembra quello di una chiesa spagnola, con decorazioni che mi ricordano quelle dei monasteri portoghesi; gli interni sono molto ricchi (forse fin troppo): mobili, arazzi, pezzi d’arte di diversi periodi comprati in Europa. La sala da pranzo ricorda la sala del cartone animato di re Artù (soffitto con sculture, bifore in alto, bandiere araldiche, scranni da coro ai lati);seguono due sale in cui il padrone di casa intratteneva gli ospiti con tavole da biliardo ed un piccolo cinema in cui sediamo anche noi, assistendo alla proiezione di un breve filmato in cui compaiono il signor Hearst ed alcuni ospiti, per lo più attori, tra cui riconosciamo anche Chaplin. Anche il giardino - parco è molto bello: fontane, statue, scale, piscina con colonnato greco - romano e le tre case per gli ospiti con viste diverse sulla proprietà. Nel pomeriggio attraversiamo il selvaggio e suggestivo Big Sur, tratto di strada lungo la costa sull’oceano con vista su promontori, scogli sul mare, banchi di alghe e spiaggette; ci fermiamo in alcuni punti panoramici: colonia di elefanti marini stesi al sole su una spiaggia, McWay falls che si buttano nell’oceano (in questo caso sulla sabbia perché c’è la bassa marea) e la bella spiaggia di Pfeiffer beach con formazioni rocciose su cui si infrangono spumeggiando le onde dell’oceano (prima di arrivarci si percorre una stradina, prima in auto e poi a piedi, sotto alti alberi ombrosi: suggestivo). Finiamo in mezzo ad una nuvola e di colpo sembra di passare dalla soleggiata California al Nord Atlantico; in questa atmosfera vediamo il faro di Point Sur di fine ‘800 che sta su un promontorio collegato alla terraferma da un “ponte” di sabbia. In serata arriviamo a Salinas.

23 agosto

Visitiamo l’acquario di Monterey Bay; molto bella la parte dedicata alle meduse e ai cavallucci marini, come le grandi vasche, occupanti più piani, in cui c’è l’ambiente della baia (grandi alghe e pesci di varie taglie, alcuni in banchi) e quello del mare al largo: sembra proprio di stare sotto il mare! Strana sensazione toccare stelle di mare, cetrioli di mare e razze; bella la sezione dedicata ai piccoli e piccolissimi (si è divertito anche Giovanni). Nel tardo pomeriggio andiamo a Carmel by the sea e ci concediamo una bella passeggiata fino all’oceano lungo vie con casette deliziose, gallerie d’arte e negozi di lusso…


24 agosto

Mattinata al National Steinbeck Center di Salinas, in cui vengono efficacemente ripercorsi la vita, ma soprattutto le opere di questo scrittore vincitore di Nobel; c’è anche Ronzinante, una specie di camper che lo scrittore si era fatto costruire appositamente per un viaggio attraverso gli Stati Uniti insieme al suo cane Charlie. Nel pomeriggio torniamo a Monterey per una piacevole passeggiata in centro e poi lungo la spiaggia fino ad arrivare ad un bel parco dedicato a Danny la minaccia, in cui Giovanni, e non solo, si è divertito con i vari scivoli, arrampicate, scale, ponti dondolanti e tunnel.

25 agosto

Tappa a Santa Cruz, dove passeggiamo lungo il corso commerciale e poi fino all’oceano; vicino alla spiaggia c’è un parco divertimenti storico con alcuni pezzi di inizio ‘900; le case sono carine, ma un po’ trascurate. Percorriamo la strada litoranea per raggiungere San Francisco dove troviamo la nebbia; lungo alcuni tratti della costa c’è una bella scogliera e tratti di spiaggia vuoti con l’eccezione di alcuni surfisti o kite - surfisti. Consegniamo l’auto dove l’abbiamo noleggiata dopo aver percorso 4230 miglia (circa 6750 km).

26 agosto

Passeggiata per i quartieri di South Market (bello il centro culturale di Yerba buena con fontana - cascata che scorre sopra le parole del discorso “Ihave a dream…” di M.L. King), Mission con i suoi murales (ma c’è un tale odore di pipì) e di Castro (quartiere gay con piazza dedicata ad Harvey Milk); pomeriggio di riposo in hotel e poi torniamo al Pier 39 dove la nebbia e il vento ci fanno prendere una bella infreddatura anche se ci siamo coperti.

27 agosto

Passeggiata verso il Civic Center (ma il municipio è chiuso) dove ci sono anche grandi teatri e poi verso il quartiere alternativo di Haight (più gradevole rispetto a Mission); pasiamo accanto ad alcune casette in stile vittoriano piuttosto colorate. Nel pomeriggio andiamo al Golden Gate Park (parco cittadino più grande del mondo), dove vediamo anche alcune strutture architettoniche interessanti: la California Academy of Sciences con il tetto di fiori selvatici, progettato da Enzo Piano, il De Young Memorial Museum (prendiamo l’ascensore per arrivare al nono piano della torre ed ammirare il panorama sul parco e la città), la serra in stile vittoriano. Facciamo poi una lunga passeggiata (parte della quale in mezzo al verde, circondati da ciclisti, ragazzi che corrono, giocano, fanno pic nic) per rientrare all’hotel.

28 agosto

Partenza alle 11.00 circa dall’aeroporto di San Francisco e arrivo a Toronto alle 19.00 circa, ora locale; partenza da Toronto alle 21.30 circa con un’ora di ritardo su quanto previsto, tanto da farci arrivare a Monaco alle 11.00 circa, ora locale, per cui perdiamo la coincidenza per Venezia. Troviamo posto su un aereo alle 15.15 circa ed arriviamo a Venezia un po’ dopo le 16.30. Finalmente arriviamo a casa un po’ dopo le 19.00 del 29 agosto.



Homepage di
Marcello Ciancio
VIAGGI

1998: Alta via n°4

1998: Olanda

1998: Marocco

1999: Capo Nord

2000: Siria e Giordania

2000: Tenerife

2001: Berlino

2001: Provenza

2001: Dolomiti di Brenta

2002: Vienna

2002: Stati Uniti

2003: Ungheria

2003: Portogallo

2003: Russia

2004: Grecia

2004: Bulgaria, Romania

2005: Argentina e Cile

2006: Australia

2007: Croazia

2008: Vietnam,Cambogia

2009: Islanda

2009: Grecia

2010: Scandinavia

2010: Andalusia

2011: California, Arizona

2012: Canarie

2013: Slovacchia, Polonia

2014: Singapore, Malesia

2015: Scozia

2016; Pale di San Martino

2016: Grecia - isole Egeo

Viaggi
Matematica
Contatti
Homepage