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2005: Argentina e Cile


(14 luglio - 28 Agosto 2005) - resoconto di Stefania Sant



14 luglio

ore 15.00 partenza da Ronchi dei Legionari per Roma e lì cambio per Buenos Aires


15 luglio

ore 5.40 de la mañana arrivo all'aeroporto di Buenos Aires dove sono venuti a prenderci Jorge e Mariateresa insieme con Gino che ci fa da autista; piove! Dopo un sonnellino ristoratore ed il pranzo, facciamo una prima passeggiata nei dintorni dell'Avenida Corrientes insieme a Jorge e Julieta.


16 luglio

giro in auto per la città di Buenos Aires in compagnia di Jorge e Mariateresa: puerto madero (zona del porto vecchio risistemata, ora piena di locali alla moda), avenida 9 de julio (la strada più larga del mondo?) con obelisco, quartiere de la Boca (caminito, molti colori e tango come sottofondo musicale), plaza de mayo e casa rosada; nel tardo pomeriggio passeggiata a piedi lungo la Avenida Corrientes e visita al museo di scienze naturali.


17 luglio

verso Colon con Jorge, Mariateresa, Florencia e Ignacio; visita al parco naturale El palmar (fiume Uruguay, resti di fornace di calce, spiaggia lungo il fiume e tante palme); lasciamo i nostri compagni di viaggio e continuiamo io e Marcello da soli; ceniamo a Concordia e dopo aver atteso a lungo in una affollata stazione, a tarda notte prendiamo la corriera per Posadas.


18 luglio

giretto per Posadas; partendo da Ituzaingò (paese sviluppatosi in funzione della diga) visita alla diga di Yaciretà costruita su territorio argentino e paraguayano (bacino da 1200 km2 che diventeranno 1660 alzando ulteriormente il livello; 20 turbine; copre il 15% del fabbisogno energetico nazionale)


19 luglio

visita ai resti della reduccion di S. Ignacio Minì: piante rigogliose in mezzo ai resti delle mura di blocchi di arenaria rossa (qui le strade sterrate sono di terra rossa); una pianta ha quasi completamente “fagocitato”una colonna


20 luglio

trasferimento a Puerto Iguazù (grande acqua) e passeggiata per il paese fino all'affluenza dell'Iguazù nel Paranà (confine tra Argentina, Brasile e Paraguay)


21 luglio

giornata storta: io sono stata poco bene


22 luglio

visita del parco nazionale di Iguazù dalla parte brasiliana: si può godere del panorama delle cascate in tutta la loro maestosità (2700 m di sviluppo totale delle cascate); visita alla centrale idroelettrica di Itaipù (tra Brasile e Paraguay)


23 luglio

visita del parco nazionale di Iguazù dalla parte argentina: è più “selvaggio” con passerelle e sentieri in mezzo alla giungla, sopra l'acqua, fino ad arrivare in posti vicini alle cascate o comunque panoramici; la Garganta del diablo mi fa pensare all'idea che avevano gli antichi dei confini del mondo; in barca isla San Martin e relativi sentieri; le condizioni meteorologiche non sono molto a nostro favore, ma il luogo è molto suggestivo (anche se con un po' troppi turisti per i miei gusti).


24 luglio

trasferimento in Paraguay via Brasile: Puerto Iguazù, Foz do Iguazù, Ciudad de l'Este, Asuncion (capitale del Paraguay)


25 luglio

in giro a piedi per Asuncion: giardino botanico e zoologico(?), cattedrale e università cattolica, bidonville sul fiume accanto a palazzi amministrativi vari, porto sul fiume Paraguay, posta centrale; cafè letterario; bus colorati che viaggiano regolarmente con le porte aperte (abbiamo respirato molto gas di scarico)


26 luglio

trasferimento a Resistencia: si torna in Argentina e per questo perdiamo un sacco di tempo per i controlli al confine e in vari posti di blocco lungo la strada, arriviamo di sera tardi, ma la prima impressione della nuova città è positivo


27 luglio

passeggiata per Resistencia, città ariosa e piacevole con numerose sculture sparpagliate lungo le strade. Fogòn de los Arrieros: una specie di luogo di incontro per  artisti dove molti di loro hanno lasciato un loro segno (gallina dalle uova d'oro, disegno di Mafalda con dedica dell'autore, toilette particolari, ….); all'esterno c'è un piccolo monumento funebre al perro Fernando, cagnolino adottato dalla comunità. Abbiamo scoperto che nella seconda metà dell'800 erano arrivate qui circa 70 famiglie friulane piuttosto determinate.


28 luglio

arrivo a Tucuman e conoscenza della parte di famiglia Sant che vive qui; in auto a Yerba buena, sul monte S. Javier  con statua gigantesca del Cristo (da cui si può godere del panorama della città, anche se un po' offuscato dal fumo che sale prodotto dall'incendio delle foglie di canna da zucchero), villaggio Nougues (pare di essere in Svizzera); passeggiata notturna con Bruno e Marcos nella piazza illuminata di Tucuman con palazzo del governo, cattedrale e altri palazzi d'epoca


29 luglio

passeggiata per Tucuman con Carolina e visita alla Casa de Independencia (qui per la prima volta è stata proclamata l'indipendenza dell'Argentina); nel pomeriggio giro con Carlos ed Eugenia nei dintorni di Tucuman


30 luglio

riunione familiare a Rio Nio con asado (c'è quasi tutta la famiglia Sant d'Argentina!); io faccio anche un giretto a cavallo; la sera, prima di rientrare a Tucuman godiamo di uno splendido cielo stellato australe (si vede molto bene anche la Via Lattea)


31 luglio

è domenica mattina e nella piazza di Tucuman si esibisce l'orchestra in alcuni pezzi tra cui anche alcuni tango; pranzo a base di cibo arabo a casa di Eduardo e Cristina, dove guardiamo anche alcune foto vecchie mandate dall'Italia


1 agosto

con Eduardo, Cristina, Marta e Julio andiamo a Tafi del Valle e a El Mollar: monoliti decorati, “osservatorio astronomico”originale, museo gesuitico con guida discendente della popolazione indigena dei Calchaquies (gente fiera che non si è piegata ai conquistatori spagnoli e per questo è stata in parte deportata a Buenos Aires): il paesaggio è arido, ma suggestivo con queste montagne incise profondamente e così spoglie; a pranzo mangiamo humitas e tamales a base di granturco macinato. Sito archeologico di Quilmes: ben conservato, si arrampica sulla montagna (i posti di guardia dominano ampiamente la valle del rio S. Maria) e con essa si mimetizza; alle rovine si mescolano cactus (cardones) di ogni forma e dimensione che caratterizzano il paesaggio; la sera arriviamo a Cafayate


2 agosto

visita alla bodega Etchart per gustare del vino argentino; quebrada de Cafayate: colori, forme, incisioni, paesaggi incredibili (las ventanas, el castello, l'anfiteatro con chitarristi che si esibiscono, garganta del diablo, casetta dei loros, …); arrivo a Salta e passeggiata notturna per il suo centro ben illuminato


3 agosto

passeggiata per il centro di Salta: case in stile coloniale molto curate (balconi, colonnati, travi di legno …), chiese molto decorate e colorate, esterno di monastero carmelitano con bel portale; museo di archeologia di alta montagna: resti di santuario inca sul vulcano Lullailaco ed interessante incontro con bibliotecario che ci illustra i significati dei simboli della cultura amerindia; cabinovia sul cerro S. Bernardo da cui si gode panorama della città. Lasciamo i nostri compagni di viaggio per essere presi in consegna da Carlos, Renè ed Eugenia con cui andiamo a S. Salvador de Jujuy


4 agosto

in giro per il centro di Jujuy con Eugenia: cattedrale (pulpito in legno di fine `600, opera di artigianato indigeno), cabildo, casa del governo; quartieri periferici residenziali; in giro per mercati alla ricerca di ingredienti per  preparare la cena siciliana


5 agosto

con Carlos nei campi di canna da zucchero e nello zuccherificio dell'ingenio in cui lavora (circa 28000 ettari). Dopo la spremitura delle canne lo scarto viene utilizzato per alimentare delle caldaie che producono energia (l'azienda è quasi autonoma da questo punto di vista), mentre il succo di canna ottenuto viene chiarificato mediante flocculazione e, diventato più trasparente, viene “cucinato”; il melato che si ottiene viene sottoposto a cristallizazione e si ottiene da una parte il saccarosio che viene separato per  centrifugazione e quindi asciugato, imballato e immagazzinato, dall'altra il mel che viene fermentato e distillato, ottenendo così anche dell'alcol. Ci porta anche a fare un giro per i campi che ha in affitto e ci descrive i suoi progetti con l'entusiasmo di un ventenne; visita alla scuola per i bambini che vivono all'interno dell'ingenio dove si sta costruendo un piccolo teatro. Visita ad una casa coloniale molto curata (oggi è una estancia) con uno splendido parco ed un'estesa tenuta intorno ed animali strani: jacarè (sorta di piccoli coccodrilli), armadillo, serpenti, alpaca, …)


6 agosto

con Carlos e Renè a visitare la cartiera dell'impresa Ledesma con l'amico agronomo Miguel che ci porta a vedere anche un hospedaje speciale (vecchia casa colonica utilizzata dalla Ledesna come luogo di rappresentanza) con annesso parco in stile inglese con tanto di pavoni liberi; mini visita al Parque Calilegua (vegetazione da giungla); di nuovo all'ingenio di Carlos per assistere in prima persona al taglio della canna da zucchero


7 agosto

asado a casa di Carlos e pomeriggio alle terme di Reyes


8 agosto

Quebrada di Humahuaca: colori e forme incredibili; Purmamarca, paesino colorato sotto il cerro dei sette colori; Tilcara: pucarà in mezzo ai cardones (abitazioni ricostruite con tetto di fango secco, tempio, necropoli, “discarica”); verso Iruya (2870 m) attraverso una strada improbabile con parecchi guadi e un passo a 4000 m da cui si può vedere il coloratissimo cerro Fraile (quasi 5000 m di altitudine); arrivati a Iruya la sera dormiamo in un hospedaje particolare, costruito nel 1903


9 agosto

verso La Quiaca (confine con la Bolivia) attraverso una piana sconfinata dove ci sono quasi solo lama. Visita a Yavi, paesino ben tenuto a più di 3000 m di quota (bisogna camminare con calma); la chiesa (fine 1600) bianca, in contrasto con l'azzurro del cielo terso, contiene tavole fiamminghe e della scuola di Cuzco; casa coloniale ora museo del marchesato; mulino idraulico; molte case hanno il tetto fatto di erba. Di ritorno a Juijuy riattraversiamo il tropico del Capricorno e passiamo per Humahuaca (bella piazza con chiesa e municipio, stradine e casette caratteristiche) e per Tilcara (“tavolozze del pittore” illuminate dalla luce del sole che tramonta.


10 agosto

Carlos, Renè ed Eugenia ci accompagnano in Cile e attraversiamo il Salar grande, distesa immensa e abbagliante di sale (c'è un ristorante interamente fatto di sale); Susques: paesetto piccolino con una chiesetta gioiello (fine 1500) con le pareti interamente (o quasi) affrescate da pitture quasi naive, ma deliziose ed il soffitto in cardon e cuoio; passo de Jama (4400 m), lungo tratto di salita (siamo arrivati oltre i 5000 m di quota) e discesa verso S. Pedro de Aracama (2400 m circa). Serata passata ad osservare il cielo stellato


11 agosto

salutiamo Carlos, Renè ed Euge e proseguiamo e restiamo di nuovo soli; visita al museo Gustavo Le Paige sui resti archeologici della zona; la piazza è caratteristica (chiesa di un bianco abbacinante in contrasto con l'azzurro del cielo); nel pomeriggio escursione guidata e trekking in una parte del salar de Atacama (pareti di salgemma che scricchiolano per le variazioni di temperatura, discesa su duna, canyon scavato da antico fiume), panorama su valle de la muerte e tramonto alla valle de la luna con vista sconfinata sui vulcani della zona (si riesce a vedere il Lullailaco che si trova 350 km più a sud) e sull'intero paesaggio intorno dai colori rosati (“l'unico posto in cui la notte sale anziché scendere”). Linea bianca per una serie di osservatori astronomici in via di realizzazione


12 agosto

giro delle lagune di montagna (4200 m circa): laguna di Discanti, quasi completamente ghiacciata in superficie, tra i vulcani Miscanti (vulcaniano) e Miñiques (stromboliano); accanto e a quota un po' inferiore ce n'è un'altra più piccola, alimentata dalla prima, dove nidifica un uccello, la tagua cornuta. Visita a Toconao, paesetto caratteristico con torre campanaria e chiesa separati (sono simboli rispettivamente di mascolino e femminino, dualità che si trova molto di frequente in questa cultura), canali di irrigazione con chiuse, case costruite con blocchi di liparite; quebrada di Jerez. Nel pomeriggio visitiamo la laguna Chaxa: in mezzo a una distesa di sale si possono osservare fenicotteri (nidificano tre specie diverse di fenicotteri tra cui quello andino e quello cileno; il colore del loro piumaggio dipende dal fatto che si cibano di un piccolo crostaceo che contiene betacarotene) e altri uccelli; sulla strada verso casa ci viene raccontata la leggenda secondo cui il Licancabur (cono vulcanico perfetto, considerato mascolino) e l'Juriques (cono vulcanico tronco, considerato mascolino), vulcani fratelli, avrebbero litigato per  amore della montagna Quimal (femminino) e per questo il primo avrebbe mozzato la testa al secondo; il padre Lascar per  punirli avrebbe spostato la montagna nella cordigliera di Domeyko (parallela a quella delle Ande in questa parte di Cile), rendendo così impossibile la loro unione, anche se il giorno del solstizio d'estate l'ombra della Quimal e dell'Juriques si proiettano l'una sull'altra.

San Pedro de Atacama e il salar si trovano tra la cordigliera delle Ande e quella di Domeyco: il movimento di avvicinamento tra le due ha provocato il sollevamento di parte del salar


13 agosto

sveglia all'alba e partenza alle quattro di mattina per il Tatio (4300 m), zona di geyser; l'arrivo sul posto alle sei, quando sta per albeggiare, ci permette di godere in modo particolare di questo paesaggio suggestivo (colonne di vapore, gorgoglii, spruzzi, …) anche se fa molto freddo; facciamo colazione lì con il latte riscaldato in una “pozza” d'acqua calda; ci spostiamo un po' e c'è una piscina naturale, dove l'acqua termale molto calda si mescola a quella fredda che arriva dai rivoletti in superficie: Marcello è il primo, ma non l'unico a fare il bagno lì; in alcune pozze crescono delle microalghe in condizioni ambientali simili a quelle che hanno dato origine alla vita. Verso Caspana osserviamo gruppi di vicuñas (animali simili ai lama, ma più “eleganti” che si trovano solo allo stato selvatico; dormono in piccole depressioni nel terreno e si cibano dei gialli e irti ciuffi di paja brava), due vizcacha (sorta di coniglio) che saltellano, dei lama con pon pon colorati per distinguerli e un “cuscino” di llareta, una strana pianta con un unico tronco - radice nascosto e la chioma, rugosa e con resina profumata, che poggia sulle rocce; lungo il percorso, possiamo osservare anche una linea di cinque grandi coni vulcanici con la cima innevata (qualcuno ha anche un fil di fumo). Visita a Caspana, villaggio inca con i tipici terrazzamenti, rio Salado con giunchi sulle sue rive, alberi da frutto in fiore “contro” un cielo blu senza una nuvola (siamo nel deserto); laguna Inca coja, specchio d'acqua circolare (forse si è formato per la caduta di un meteorite) di cui non si conosce la profondità, legato alla leggenda di una principessa destinata ad un nobile inca, ma innamorata di un altro. Chiu - Chiu (nel dialetto locale significa acqua), paesetto carino con chiesa antica e piazza con relativi edifici coloniali; petroglifi (circa 1500 a. C.) grandi incisioni sulla pietra che sono una sorta di antichi segnali stradali visibili da lontano. Pucarà di Lasana. Sulla strada per Calama vediamo da lontano il fumo, la polvere e i cumuli di residui della miniera di rame di Chiquicamata: la guida ci spiega che oggi esiste un nuovo modo di estrarre il rame che si serve di batteri, ma ha bisogno anche di molta acqua (grosso problema in una zona desertica come questa, dove anche una minima variazione del livello dell'acqua mette in serio pericolo flora e fauna locali)


14 agosto

giornata trascorsa inutilmente a Calama: non si fanno visite alla miniera di domenica; nottata trascorsa in corriera verso La Serena


15 agosto

ferragosto nuvoloso in una La Serena carina, ma semideserta e sonnolenta; visita al giardino giapponese: rasserenante; Vicuña: cittadina della poetessa Mistral (premio Nobel nel 1945) da cui raggiungiamo l'osservatorio astronomico, ma il cielo è troppo nuvoloso per essere osservato


16 agosto

c'è brutto tempo e non si può uscire in mare per il tour  previsto all'isla de Damas; ci inventiamo un giro alternativo verso Ovalle, valle del incanto con petroglifi antropomorfi (forse era un luogo sacro), bagno alle terme di Socas (casa di cura di lusso d'altri tempi)preceduto e seguito da una lunga passeggiata nel fango e sotto la pioggia. Tornati a La Serena facciamo una passeggiata fino al faro della città sull'oceano “mugghiante”; in lontananza si vede la città di Coquimbo illuminata con la sua croce del terzo millennio


17 agosto

arrivo a Viña del mar e passeggiata per il suo centro commerciale, il lungomare signorile (hotel a forma di nave arenata) con le case vecchie, in stile nord Europa, arrampicate sulle colline; dormiamo in un albergo vicino ad un parco cittadino, che sembra un vecchio alberghetto di montagna


18 agosto

Valparaiso: tante casette colorate che si arrampicano sui cerros (per raggiungerli ci sono delle teleferiche con cabine piuttosto datate), palazzi grandi di fine `800 che si mescolano ad altri più recenti; alcune zone sono più trascurate e vecchie; casa Cochrane (antica e con bella vista, se solo non ci fosse la nebbia), museo delle Belle Arti in ristrutturazione, ma con esterni molto belli (decorazioni in legno e metallo); la Sebastiana: una delle case di Pablo Neruda disseminata di suoi oggetti (stampe, quadri, cavallo di giostra, poltrona e poggiapiedi macchiato di inchiostro verde, …) e del suo spirito libero e giocoso (c'è tanta luce e molti colori)


19 agosto

arrivo a Santiago con la corona delle Ande (finalmente una bella giornata di sole); il primo approccio con la città è positivo: metro pulito, vie ampie (anche se con molto traffico e smog), iniziative culturali e artistiche. Passeggiata per il centro: plaza de armas con i suoi edifici più o meno antichi (cattedrale, palazzo delle poste, municipio, …), la Moneda (ex palazzo presidenziale, teatro di tristi vicende), casa colorada, grandi palazzoni con vetri a specchi, quartiere Paris - Londres, via Alameda e zona pedonale - commerciale del centro; cena al barrio Brasil a base di empanadas


20 agosto

visita al MIM (Museo Interactivo Mirador): spunti interessanti sulla tettonica e sul teorema di Pitagora. Pomeriggio al quartiere Bellavista e visita della Chascona (riccioluta o spettinata come Matilde Urrutia), abitazione di Pablo Neruda per vivere la relazione amorosa con la Urrutia, iniziata a Capri; ci sono zone distinte con funzioni distinte (intrattenimento degli amici, abitazione privata, biblioteca - pensatoio), separate tra loro da scale e alberi (in passato anche da un corso d'acqua). Passeggiata per il quartiere Las Condes


21 agosto

trasferimento a Mendoza attraversando le Ande innevate: ci sono impianti sciistici e si vede anche l'Aconcagua


22 agosto

passeggiata per Mendoza, città ordinata, pulita e attiva; museo all'aperto della storia di Las Heras, una delle vie della città; zona commerciale e pedonale, plaza Indipendencia con fontana; lunga passeggiata al parco San Martin su fino al cerro de la gloria, dove c'è un monumento e da cui si vede un ampio panorama. Durante la notte trasferimento a Cordoba su corriera di lusso


23 agosto

Colonia Carroya: lungo viale di platani vigorosi e fitti (2200); visita a casa Copetti costruita a fine `800 da uno dei coloni friulani (circa cento famiglie) arrivati qui nel 1878, risistemata grazie all'ente “Friuli nel mondo”; ci fa da guida la nipote di quell'emigrante e ci mostra una piccola bodega, immancabile cantina per il salame e il vino, abiti originali italiani dell'epoca, fotografie vecchie; visitiamo anche il laboratorio gastronomico della signora Pondero: entrambe queste signore parlano il friulano pur non essendo mai state in Italia e le vie del paese portano nomi friulani (Patat, Morandini, Facchin, Forgiarini, …). Visitiamo anche l'estancia gesuitica della seconda metà del `700. Durante la giornata abbiamo incontrato persone gentili e mi è sembrato di ritrovare qui un po' di Friuli


24 agosto

arrivo a Buenos Aires dove ci aspettano Jorge e MariaTeresa per trascorrere con loro e i loro famigliari le ultime giornate qui in Argentina.



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Marcello Ciancio
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2013: Slovacchia, Polonia

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2015: Scozia

2016; Pale di San Martino

2016: Grecia - isole Egeo


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